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La seconda ondata dei positivi al supermercato


Articolo di Sofia Lincos


I positivi al supermercato sono tornati. Di pari passo con l’aumento dei contagi (e delle persone in quarantena), ha ricominciato a diffondersi la storiella dell’uomo risultato positivo al Covid-19 e in giro, in barba alla legge, con rivelazione finale di molti altri “furbetti” nella stessa condizione. È una leggenda metropolitana che - ve ne avevamo parlato - era apparsa in Italia nel marzo 2021, per poi perdere forza con l’arrivo della bella stagione.


Ad esser preda del fascino del racconto, anche questa volta, sono stati diversi quotidiani, che hanno dato per vera la notizia (in alcuni casi, riportando poi la smentita, in altri no).


Il primo a parlarne è stato la Gazzetta del Sud. In questa versione, la vicenda sarebbe avvenuta il 23 dicembre a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina:


Ieri, nonostante una ulteriore impennata dei contagi, in un supermercato cittadino è accaduto un episodio che ha dell'incredibile. La direzione del supermercato, tra i più frequentati della città, grazie all'informazione confidenziale con la quale si segnalava negli stessi locali dell'esercizio commerciale la presenza di un soggetto “positivo” asintomatico il quale evidentemente si era arrogato la libertà di circolare in maniera irresponsabile, mantenendo l'anonimato del soggetto indicato, ha invitato attraverso gli altoparlanti «la persona positiva a presentarsi in ufficio». Passati pochi istanti dall'invito a presentarsi presso la direzione sono state ben 7 persone, tante quante si sono sentite chiamate in causa. La vicenda, tra l'altro, potrebbe avere risvolti penali in quanto tutti i soggetti, facilmente identificabili grazie alle immagini della video sorveglianza, potrebbero essere accusate di “epidemia colposa” o persino “dolosa” in quanto consapevoli di essere positivi ai quali viene imposto l'isolamento.

Il 25 dicembre, L’Adige ha riportato l’episodio come accaduto in un paese della Val Rendena, in provincia di Trento. Stessa scena, con l’aggiunta della chiamata ai Carabinieri, accorsi sul posto per identificare il positivo. All’annuncio degli altoparlanti, però, si sarebbero avviati verso l’uscita in otto, a significare che “in quel negozio c'erano otto persone consapevoli di essere state contagiate, eppure se ne fregavano alla grande delle conseguenze”. Il quotidiano atesino cavalcava l’indignazione per il gesto e invocava maggiori controlli; aveva, però, almeno l’accortezza di seminare qualche dubbio sulla veridicità dell’episodio:


Peraltro, nonostante le ricerche (meglio precisarlo subito), non siamo riusciti a trovare riscontri ufficiali. Insomma, niente prove provate. Testimonianze sì, anche di persone affidabili, ma per il resto bocche incerottate o quasi.

Il 29 dicembre è la volta di Marsala, nel Trapanese, dove la notizia è veicolata da un messaggio audio su WhatsApp. La storia qui è leggermente diversa: l’annuncio non viene dato tramite altoparlante, ma vengono direttamente chiamati i Carabinieri, che bloccano le vie d’uscita e controllano i documenti di tutti i clienti. Risultato? Oltre all’uomo già “individuato”, altre cinque persone risultano in quarantena. Interrogata in merito, l’Arma di Marsala ha smentito categoricamente all’agenzia Ansa di aver mai effettuato un intervento del genere.


L’ultimo dell’anno, i positivi al supermercato sono arrivati a Novafeltria, in provincia di Rimini. A parlarne è il quotidiano online NewsRimini che questa volta, tuttavia, si accorge della natura leggendaria del racconto e pubblica un fact-checking. Anche in questa occasione, comunque, si parlava di un positivo avvistato dal suo medico, della chiamata ai Carabinieri e della successiva scoperta di cinque altri clienti che in quel momento avrebbero dovuto essere in quarantena. Ovviamente, alle forze dell’ordine non risultava nessun intervento come quello descritto.


Uno degli ultimi episodi in ordine di tempo sembra essere quello di Ferrara - almeno stando a La Nuova Ferrara dell’11 gennaio, che così riferisce:


[...] le segnalazioni in queste ultime settimane sono state diverse, un po’ in tutti i market e centri commerciali di Ferrara, senza alcuna distinzione. La differenza la fanno le storie o il numero di persone positive presenti dentro l’attività commerciale. Ecco che alcuni casi sono particolarmente emblematici. Il primo è stato segnalato prima di Capodanno al Tosano, quando due persone in isolamento per positività al Covid sono state sorprese mentre facevano la spesa. E sempre in riferimento a questo market ecco il racconto di un episodio avvenuto qualche tempo fa: «È successo che una persona ha visto un suo conoscente che sapeva essere in quarantena, perciò è andato in direzione e ha fatto effettuare l’annuncio dicendo la formula “Sappiamo che ci sono soggetti che sono in quarantena e sono qui dentro”. Ebbene, c’è stato un fuggi fuggi generale, con gli altri clienti sbalorditi per quanto stava accadendo». Ancora più significativo l’episodio avvenuto sempre attorno alle feste di Natale al centro commerciale “Le Mura”, in via Copparo. Stavolta il protagonista è un medico di base di un paese della provincia, che senza essere visto ha notato un suo paziente positivo tranquillamente in giro nella galleria commerciale. Il medico a quel punto è andato allo sportello informazioni, da dove è partito il messaggio (ovviamente anonimo) con la richiesta al cliente positivo di presentarsi allo sportello e poi lasciare il market. Ebbene, in questo caso a presentarsi sono state ben sette persone che non si conoscevano fra loro, chiaramente preoccupate di ricevere la denuncia.

Quello che è evidente è che la storiella al momento è presente in tutta Italia, dal Nord al Sud. A rilanciarla non sono soltanto i quotidiani, ma anche post, messaggi WhatsApp, audio e - come avevamo già notato nella “prima ondata” dei positivi al supermercato - anche il buon vecchio passaparola. Ad alimentarla, probabilmente, anche alcune storie vere di persone positive sorprese sul serio in giro durante il periodo di quarantena (come questa di Assisi o questa, seppur un po’ più dubbia, di Cassino): negli episodi reali manca, però, la conclusione grottesca della scena, ossia il tratto tipico della nostra leggenda metropolitana. Una leggenda che, come avevamo già accennato, gioca sull’indignazione per il cattivo comportamento, ma anche sul senso di giustizia (i “colpevoli” vengono scoperti e puniti) e, forse ancor di più, sul finale paradossale, da commedia.


Rispetto al marzo 2021, i positivi al supermercato non sono più confinati all’Italia. A novembre la storia circolava nei social di lingua tedesca (qui potete leggere la smentita dal sito di fact-checking austriaco Mimikama). Nello stesso periodo, è stata segnalata anche in Olanda dall’esperto di folklore Peter Burger. In quel Paese, in particolare, ha avuto l’onore di essere raccontata durante la seduta del 16 novembre della Seconda Camera del Parlamento. Durante il dibattito in corso, è infatti intervenuta la politica Joba van der Berg (CDA, Christen-Democratisch Appèl), che ha attribuito l’aumento dei contagi al mancato rispetto delle regole, e ha usato la storia (appena appresa da un collega) come conferma di questo fatto.


Da noi, invece, occorre rilevare un esempio di segno opposto: un politico che, invece che limitarsi a raccontare la storia, si è attivato per fare tutte le verifiche del caso, finendo così per smentire l’accaduto. Si tratta di Matteo De Marco, sindaco del comune di Villafranca Tirrena (Messina) - altro luogo in cui era localizzata la vicenda - che ha dichiarato:


Ho aspettato qualche giorno per accertarmi personalmente contattando i Direttori e Responsabili dei supermercati coinvolti, il Maresciallo della stazione dei Carabinieri di Villafranca Tirrena, il Comandante del corpo dei Vigili Urbani di Villafranca Tirrena ed il Presidente dell’Associazione dei Medici di base di Villafranca Tirrena-Saponara e Rometta ed ho avuto conferma che NESSUN MEDICO ha visto pazienti positivi che non rispettassero la quarantena e NESSUN SUPERMERCATO è rimasto chiuso in occasione di eventi simili. Mi auguro che questo sterile gossip possa finalmente cessare e che in futuro si cerchi di diffondere solo notizie veritiere e verificate. Colgo l’occasione per rinnovare l’invito a rispettare le norme anti COVID-19 nel rispetto della salute di tutti.

Un ultimo appunto, da appassionati di leggende: è interessante che questo “motivo” sia riapparso in un periodo in cui il numero dei contagi è in aumento. Forse sarebbe interessante capirne le ragioni. Qualcosa del genere era stato notato per la leggenda del terrorista riconoscente: emersa (ma forse dovremmo dire riemersa) con forza in seguito agli attacchi dell’11 settembre, sembrava ricomparire proprio nei momenti in cui il terrorismo era maggiormente percepito come minaccia, il che fa pensare che si tratti di una classica risposta collettiva ad un’ansia diffusa.


In mancanza di dati ulteriori sui motivi della sua circolazione, potremmo ipotizzare che anche la leggenda dei positivi al supermercato sia un modo per far fronte a bisogni assai sentiti: si tratta di una storiella esemplare che permette di ribadire la necessità di stare in guardia, ma che al contempo fornisce anche uno sfogo, un modo liberatorio e un facile obiettivo a chi vorrebbe trovare un colpevole dell’attuale impennata di contagi. O magari, si tratta semplicemente di una vicenda che “funziona bene”, in questo periodo e nel nostro contesto. Forse qualche studioso di psicologia sociale potrebbe essere interessato a capirne di più.


Si ringrazia Daniele Oppo per le fonti fornite.


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