Centro per la Raccolta delle Voci e Leggende Contemporanee (CeRaVoLC) - 2018

COSA SONO LE LEGGENDE CONTEMPORANEE?

Correva l’anno 1988, quando in Italia si iniziò a prendere coscienza di una curiosa forma di condizionamento delle masse. E ciò che più stupiva era che il tutto nasceva e si alimentava non per volere di un’istituzione o un gruppo di potere occulto, ma per necessità dei singoli.

Il mondo anglosassone se n’era accorto da tempo e aveva battezzato il fenomeno urban legends, da noi tradotto come “leggende metropolitane”. In verità, è preferibile chiamarle “contemporanee”, visto che la loro ambientazione non è sempre la metropoli, né tantomeno vengono raccontate solo nelle grandi città.

In breve, nacque la moda giornalistica di utilizzare la “leggenda metropolitana” per indicare una bufala, una battuta scherzosa, una diceria. Ma una simile generalizzazione è fuorviante. Le leggende metropolitane sono un genere narrativo abbastanza definito: si tratta di storie che hanno protagonisti dei nostri giorni (ma sfuggenti, solitamente anonimi), che nascono da discussioni collettive e circolano in modo incontrollato, che mescolano elementi reali con alcuni verosimili e altri decisamente falsi.

Storie raccontate di persona in persona nei bar, a scuola, nei luoghi di lavoro, nei negozi, nelle piazze, sulla rete, che descrivono curiosi eventi che si dice siano accaduti “all'amico di un amico”, o alla sorella del cugino di Vattelapesca. La loro funzione è sovente quella di dare un senso a fatti socialmente importanti che ancora non sono stati spiegati soddisfacentemente, secondo la percezione dei singoli. Particolare che accomuna molti di questi racconti con la stessa trama è la similitudine degli eventi descritti, anche se narrati a distanza di anni e ambientati in luoghi diversi.

Storie simili sono probabilmente sempre esistite, ma mentre nei secoli scorsi nascevano e circolavano in un'area ristretta, tramite un sistema di racconto orale, oggi si nutrono e viaggiano anche sui canali dei media internazionali e ancor più su Internet. Non si saprà mai, o quasi, chi è stato il primo a diffonderle; e in ciò assomigliano alle barzellette, con cui condividono la velocità di diffusione. E come le barzellette, possono essere raccontate da ottimi o mediocri narratori. Può capitare che si “consumino” in fretta, altre volte resistono per anni o decenni.

E’ tra l’altro divenuto sempre più difficile riuscire a fare una demarcazione netta tra sola leggenda e fatto reale. Vedasi le numerose notizie, più o meno curiose, che leggiamo ogni giorno sui giornali o in rete, la cui fonte è sovente niente più che un dispaccio d'agenzia. Coppie di focosi amanti rimaste inesorabilmente incastrate, poveri gattini sopravvissuti ad involontari lavaggi in lavatrice, centinaia di ragnetti che fuoriescono da una pustola sulla guancia.

Sovente, anche volendo, è estremamente complesso verificare il reale accadimento di simili episodi, in quanto ambientati in luoghi sperduti o senza alcun riferimento alle generalità dei presunti protagonisti. Ciò non significa che siano tutte leggende, né tantomeno esperienze reali. Sicuramente i due mondi convivono, influenzandosi l’un l'altro, senza eliminarsi a vicenda. Anche se alcuni fatti di genere leggendario sono effettivamente accaduti, non escludono l’esistenza e la diffusione della leggenda che li situa in tempi e località differenti, moltiplicandone l’effettuarsi.

Le nuove leggende possono presentare elementi comici, ma è l’angoscia a farla da padrona. Esse esprimono sovente l’inquietudine, la paura prodotta in noi dall’“altro”, il diverso, lo straniero, la novità, anche quella rappresentata dalle moderne tecnologie.

L’analisi delle leggende contemporanee è un settore chiave della ricerca sociologica e sul folklore moderno. Anche solo diventare consapevoli di questo folklore è una rivelazione in sé, ma superare questo stadio per paragonare le storie, chiarire i loro temi ricorrenti e metterli a confronto con altri aspetti del patrimonio culturale, può aiutare a penetrare più a fondo lo stato della civiltà in cui viviamo.