“Coccodrilli albini e conigli zombie”: il nuovo libro di Paolo Toselli sulle leggende metropolitane
- Redazione
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A quasi quarant’anni dalla prima comparsa in Italia dell’espressione “leggenda metropolitana” (declinato dall’inglese urban legend), forse era il caso di proporre una sorta di bilancio degli studi sulle “voci che corrono”. Anche per questo ha preso il nuovo libro di Paolo Toselli, coordinatore del CeRaVoLC e il più noto studioso italiano di leggende contemporanee, Coccodrilli albini e conigli zombie. Biografia delle leggende metropolitane, appena uscito nella collana Think Deep del CICAP, dedicata al pensiero critico, alla curiosità e alla conoscenza scientifica.
Sarà Paolo in persona a presentare il suo nuovo volume al Salone Internazionale del Libro di Torino sabato 16 maggio, alle 18.15, in occasione dell’evento “Oltre la suggestione”, organizzato in collaborazione con il CICAP presso la Sala Madrid del Centro Congressi di Torino Lingotto.
È vero che le leggende metropolitane sono un fenomeno in via d’estinzione? Secondo alcuni, sarebbero state sostituite dalle teorie del complotto e dalle fake news. E, in effetti, rispetto a un tempo, la rilevanza delle leggende nella classica forma della tradizione orale appare minore, e, al contempo, le stesse storie, o storie simili, dilagano online e in specie attraverso i social media. In realtà, l’evidenza mostra che queste forme di narrazione coesistono pacificamente, al netto delle metamorfosi dovute al rilievo delle interazioni derivanti dagli strumenti di comunicazione digitale.
Ma, di preciso, che cosa sono le leggende metropolitane? In prima battuta, gli studiosi le definiscono come brevi racconti ammonitori e moralistici, tramandati da coloro che di solito sono convinti, o sostengono, che gli eventi da esse descritti siano accaduti realmente a persone che però, di solito, restano anonime.
A differenza dei miti e delle leggende tradizionali, ambientate in un passato remoto o in un regno fantastico, le leggende metropolitane coinvolgono in genere persone comuni, in ambienti quotidiani e attuali, ed esplorano preoccupazioni, ansie e dinamiche sociali moderne. La "quotidianità" di queste storie è fondamentale. Si crede che siano vere, o almeno che contengano un elemento di verità, spesso perché vengono raccontate come accadute a qualcuno in qualche modo a noi vicino, all’amico di un amico, e circolano perché le persone vi si sentono “coinvolte”. Sebbene possa in certi esserci stato all’origine un qualche evento reale, quel fatto più o meno presunto non è mai accaduto a così tante persone o in così tanti luoghi come il numero dei resoconti potrebbe far credere.
Le leggende metropolitane (che possiamo chiamare anche urbane, o contemporanee), sono un elemento così familiare del nostro mondo, un elemento tanto diffuso, raccontato, parodiato, sfruttato nell’industria culturale, usato in nome di buone e cattive cause, che proporsi di spiegarle una per una appare un’impresa tanto superflua quanto impraticabile. Tuttavia, le leggende contemporanee sono più che semplici storie di intrattenimento: sono una parte vitale della cultura contemporanea. Per questo a Toselli è parso doveroso fare un po’ di chiarezza, non ultimo, visto che sovente i mezzi di informazione offrono legittimazione a storie “in odore” di leggenda elevandole al rango di notizie di cronaca.
Il libro ricostruisce la “biografia” delle leggende: analizza casi emblematici, ne documenta le varianti, ne rintraccia le radici che sovente si celano nel folklore tradizionale e ne segue le trasformazioni nell’epoca della viralità digitale. Attraverso documenti d’epoca, cronache giornalistiche e testimonianze orali derivanti dall’archivio del Centro per la Raccolta delle Voci e Leggende Contemporanee, è chiaro che siamo al cospetto di complessi prodotti culturali collettivi, capaci di esprimere conflitti sociali, ansie diffuse, tensioni morali.
Storie dal mondo animale (tra cui il ciclo di leggende sugli alligatori nelle fogne, e quello sui lupi e altre bestie “paracadutate”), tutta una serie di avvertimenti allarmistici come quelle sul presunto “profumo al cloroformio”, strani rituali con bottiglie sui marciapiedi, racconti che hanno per protagonisti ladri più o meno involontari, incontri con giovani donne che si rivelano defunte da tempo, oppure tragiche prove di coraggio, disavventure familiari dovute ad automobili prese di mira da elefanti, macabre sorprese al ristorante ed episodi di cannibalismo inconsapevole, incidenti grotteschi con protagonisti sfortunati sommozzatori e focosi amanti travestiti da supereroi, curiosi equivoci generati da pregiudizi e stereotipi, camerini di prova che nascondono trappole mortali, fidanzati rimasti in panne, simpatici cagnolini che sono tutt’altro, e molto altro: tutto questo curioso, ma più che reale bestiario, costituisce uno scorcio sull’universo vastissimo del leggendario contemporaneo.
Ecco, per dire meglio che cosa racconta il nuovo volume della collana Think Deep firmato da Toselli, un esempio per il quale prendiamo a prestito la sintesi che ne ha fatto il sociologo francese Jean-Bruno Renard nel suo Rumeurs et légendes urbaines (Presses Universitaries de France, 2022).
Al buffet di una stazione ferroviaria, una viaggiatrice inglese si siede al tavolo di un uomo pakistano. Vede l'immigrato prendere un biscotto dal suo pacchetto che lei pensa di aver semplicemente appoggiato sul tavolo. Decisa a non farsi derubare senza combattere, prende a sua volta un biscotto dal pacchetto, che viene poi condiviso in silenzio, con l'ultimo biscotto diviso a metà dall'immigrato. Più tardi, la viaggiatrice indignata ritrova il suo pacco intatto nella borsa e si rende conto di essere stata lei a derubare l'immigrato. Queste “favole antirazziste” presentano la struttura narrativa tipica di un doppio rovesciamento: il presunto ladro diventa vittima, mentre la presunta vittima scopre di essersi comportata come una ladra.
Ciascun capitolo di Coccodrilli albini e conigli zombie è introdotto da una testimonianza che presenta una specifica leggenda. Vi imbatterete in storie che probabilmente avrete già orecchiato o che voi stessi avrete diffuso in buona fede, e in altre che vi risulteranno del tutto sconosciute. Ognuna di queste storie ha un suo perché, a volte insospettabile o sorprendente, e nelle pagine del libro potrete scoprirlo anche voi.
Lo studio delle leggende contemporanee si occupa delle origini, delle variazioni e della diffusione di queste forme di narrazione popolare, con particolare attenzione, tra le altre cose, ai modi in cui esse riflettono i valori e le preoccupazioni della società, al ruolo che svolgono nella coesione sociale, all’impatto che hanno sui costumi e sui comportamenti collettivi. L’analisi delle leggende contemporanee si colloca all'intersezione di discipline diverse, in primo luogo la folkloristica, la sociologia, la psicologia, gli studi culturali e gli studi sui media. In tutte, il fattore “verosimiglianza” gioca a favore della lunghissima sopravvivenza di molte di queste storie, che sono anche fornitrici di esempi di comportamenti atti a mitigare le paure con cui dobbiamo convivere.
In un’epoca segnata da disinformazione e fake news, comprendere la genesi e la struttura delle leggende metropolitane significa, tra l’altro, acquisire uno strumento critico in più, ed è anche a questo che il libro di Toselli può contribuire.
Dunque, buona lettura a chi vorrà navigare e, perché no, divertirsi tra le pagine di Coccodrilli albini e conigli zombie.




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