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La vecchina desokupas: una bufala virale spagnola

Immagine del redattore: Redazione
Redazione
9 ore fa
Tempo di lettura: 5 min


Nel settembre 2026 sui social media italiani ha avuto un certo successo la storia di un’arzilla 78enne che avrebbe trovato un modo originale per liberarsi dei malintenzionati che le avevano occupato la casa. Ecco come la racconta, il 17 settembre, la pagina Facebook La scimmia pensa:


Una storia che sta facendo discutere in Spagna. Una donna di 78 anni, dopo aver denunciato senza successo l'occupazione della propria casa da parte di cinque abusivi, avrebbe deciso di ricorrere a un gesto estremo: lanciare un nido di vespe all'interno dell'abitazione per costringerli ad andarsene. Secondo quanto riportato dai media locali, gli occupanti sarebbero fuggiti nel caos, permettendo alla donna di rientrare finalmente in possesso della sua casa. Una vicenda che ha acceso un acceso dibattito tra chi considera il gesto una forma di legittima esasperazione e chi, invece, lo ritiene comunque pericoloso e ingiustificabile.

In Italia la storia circola almeno dal 7 luglio, e con molti più particolari. Si apprende, per esempio, che la protagonista della storia si chiama Montserrat Riera e che vive da molti anni a Sant Martí de Tous, vicino a Barcellona. Dopo essersi concessa una vacanza in Costa Brava insieme al figlio e ai nipoti, aveva trovato la sua casa occupata:


Le serrature erano state sostituite e all'interno dell'abitazione c'erano persone che, secondo il suo racconto, si erano stabilite nella casa senza il suo consenso. Per Montserrat iniziò un'altra battaglia. In Spagna, i procedimenti per ottenere il rilascio di un immobile possono diventare complessi in alcune situazioni, soprattutto quando è necessario accertare la posizione degli occupanti e seguire le procedure previste dalla legge. Per chi si trova coinvolto, l'attesa può essere lunga e fonte di grande frustrazione. Secondo quanto riportato dalla vicenda, Montserrat decise allora di tentare una soluzione tanto insolita quanto discussa. Avrebbe lanciato attraverso una finestra aperta un nido di vespe trovato nei pressi dell'abitazione, provocando il panico tra le persone che si trovavano all'interno.

La vicenda sarebbe avvenuta in una data imprecisata dell’estate 2025. Le pagine social italiane che ne hanno parlato (fra tutte, la pagina Facebook Mondo Curioso, o I consigli della nonna, oppure anche quella Instagram di Marco Ballarini, sindaco di Corbetta seguitissimo sui social, che aggiunge però che “probabilmente la vicenda è una fake news”) non specificano se la mossa dell’arzilla vecchina abbia risolto la situazione, ma lasciano a intendere che gli occupanti siano scappati.


All’origine della storia


Andando a ritroso fino alla prima fonte della notizia, si scopre che all’origine di tutto è stato il network radiofonico spagnolo Cope, uno dei più seguiti e importanti del paese, il 26 agosto 2025. Da lì la notizia era  rimbalzata su testate spagnole generaliste come Huffington Post Spagna o di orientamento conservatore come Hispanidad, poi sui media francesi – Le Parisien, 20 Minutes, Nice Matin – che l’avevano ripresa senza verifiche proprie, condendola con dettagli pittoreschi ("le vespe hanno seminato il panico tra gli occupanti"). 


Sui media internazionali, veniva spiegato anche il perché del mancato intervento della polizia spagnola:


Ma perché la polizia non è intervenuta prima per sfrattare gli occupanti abusivi? Il problema in questo caso è che il proprietario legale della casa non è altri che Jordi, il figlio di Montserrat. Tuttavia, la legge spagnola prevede che occupare una seconda casa sia considerato una "usurpazione", un reato minore, che impedisce lo sfratto immediato dei presenti. "È un'ingiustizia. Mia madre vive lì, è casa sua, ma dato che è a mio nome, ci dicono che possono volerci mesi per riaverla," disse l'uomo arrabbiato. [Le Parisien, 30 agosto 2025]

Pochi giorni dopo, però, arrivava la smentita: il 1° settembre 2025, il sito di notizie locali Igualada News interpellava il sindaco di Sant Martí de Tous, che era categorico:


Il sindaco di Tous, David Alquezar, ha spiegato a Igualada News che "né il vicino né la casa esistono, è tutto inventato". In effetti, dice che anche alcune troupe televisive, come Antena 3, si sono recate sul posto per cercare la donna, senza successo.

Affermava inoltre che il Comune aveva inviato una richiesta formale di rettifica a Cope, poiché "crea un'immagine della città che non corrisponde alla realtà". Anche i Mossos d'Esquadra (corpo di polizia regionale della comunità autonoma spagnola della Catalogna) confermavano a un’altra testata locale, La Veu de l'Anoia, di "non aver ricevuto alcuna chiamata che segnalasse questo tipo di notizia nella regione di Anoia" e di "non sapere da dove [quelli di Cope] l'abbiano presa". 


L’emittente non rispondeva, ma il 2 settembre cancellava la notizia (anche se il lancio si trova ancora su social come X). In altre parole: la notizia non era semplicemente esagerata o distorta; era inventata di sana pianta, corredata di protagonista fittizia, e da dichiarazioni mai rilasciate.


Il lieto fine che tutti vorremmo


Ciò che rende il caso interessante, più che come bufala, è il fatto che si tratta di una forma moderna di leggenda metropolitana: perché la notizia continua a circolare, un anno dopo la smentita e a migliaia di chilometri dal contesto in cui è nata?


La struttura è quella riconoscibile del racconto di "giustizia fai-da-te" tanto amato dal folklore contemporaneo: una vittima innocente, uno stato che si dimostra impotente o troppo lento, e infine la soluzione geniale e un po' anarchica che il cittadino comune trova da sé, aggirando la burocrazia e gli stessi poteri pubblici. Si tratta dello stesso schema narrativo delle leggende sui "trucchi infallibili contro i ladri", o – mutatis mutandis – di quelle sulle vendette messe in atto da mogli e compagne tradite con mezzi originali (vi ricordate quella a base di gamberi?).


Non è un caso, inoltre, che la storia sia nata proprio nell'estate 2025, cioè in un momento di forte tensione mediatica e politica in Spagna intorno al tema degli occupanti abusivi di case, i cosiddetti okupas: un tema particolarmente caldo nel paese iberico, tanto che sono nate persino apposite aziende specializzate nel recupero rapido di immobili occupati illegalmente (con azioni spesso al limite della legalità). Non stupisce che Hispanidad colleghi esplicitamente il caso alle politiche del governo Sánchez sul diritto alla casa, né che i commentatori di sinistra (come Spanish Revolution) la leggano invece come "terrorismo mediatico" al servizio dell'estrema destra: 


Il caso Tous non è un episodio isolato. Fa parte di una lunga serie di bufale amplificate da organi di stampa che non ritrattano mai le proprie dichiarazioni: migranti che non hanno mai ricevuto milioni di aiuti, quartieri che non sono mai stati teatro di rivolte, violenze inventate che esistevano solo nei titoli dei giornali. Il metodo è sempre lo stesso: si inietta il veleno, si crea allarme e si lascia che la menzogna faccia il suo effetto. [...] Il caso Tous dimostra che non è più possibile parlare di disinformazione accidentale. Si tratta di propaganda. Si tratta di manipolazione deliberata. Si tratta di terrorismo mediatico. E la cosa peggiore è che funziona. [fine

Infine, come spesso accade, il rilancio dei media stranieri ha eroso ulteriormente il legame con la fonte originale e con la sua smentita, fino a farne un aneddoto buono per ogni contesto, dalle pagine di curiosità ai gruppi Facebook. Una storia ben costruita, insomma, sopravvive tranquillamente a ogni confutazione e al mutare dei contesti politici e degli orientamenti ideologici di chi la racconta.


Immagine in evidenza: generata con Microsoft Bing Image Creator


 
 
 

1 commento


Ondra
un'ora fa
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