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BESTIE LEGGENDARIE ANCHE IN OTTOBRE!


articolo di Giuseppe Stilo


Il mese scorso ci eravamo soffermati a lungo sulle vicende del "puma del Comasco", che continuavano ad imperversare in tutta la provincia. La sensazione che con la fine della bella stagione testimonianze e voci andassero diradando è stata smentita dai fatti. Mentre le storie relative ad altri animali leggendari (felini, coccodrilli...) sono davvero calate, il puma del Comasco sta ormai diventando un caso classico. Con ottobre siamo ormai al quarto mese consecutivo di questa vicenda.


A metà giornata del giorno 2, una donna che porta a passeggio i cani felino che addirittura è a poco più di nelle campagne di Andrate di Fino Mornasco, vede un piccoloue metri da lei. Pochi attimi, poi quello attraversa lo sterrato e sparisce fra gli steli di grantoturco.


Passano tre giorni dall'avvistamento, ma meno di 24 ore dalla diffusione dell'incontro ravvicinato e su Faceobook un utente pubblica una presunta foto del puma che attraversa un parcheggio a Cucciago mentre si vede un uomo che con il dito indica in quella direzione. La redazione de La Provincia chiede chiarimenti e immagine e post spariscono senza ulteriori spiegazioni. Ad un'altra testata locale, chi ha condiviso l'immagine accennerà al fatto di temere si trattasse di un fotomontaggio...


Il 7 ottobre, la notizia che ad Erba una professoressa del Liceo "Giovio" di Como ha visto "un felino di grosse dimensioni", un puma o forse una pantera (la prima volta che il puma s'ingrandisce di parecchio e diventa pantera, in questi tre mesi) mentre attraversa un incrocio. Deve frenare per non travolgere l'animale.


Appena 48 ore e il puma o quello che vi pare torna nelle campagne di Fino Mornasco. Ha portato via due loro polli, dicono i titolari di un agriturismo, e pensano sia "un costoso incrocio fuggito da una villa".


L'aria si fa rovente. La mattina di mercoledì 10, dopo la segnalazione di un abitante, il sindaco del comune di Ponte Lambro fa emettere sulla pagina facebook del comune un appello alla prudenza e, in caso di ulteriori avvistamenti o di notizie, di chiamare il 112. Stavolta si muoverà anche la cronaca milanese de La Repubblica e i siti internet di quotidiani di altre parti d'Italia. La Provincia dell'11 ne parlerà ampiamente nella sua edizione cartacea.


Quando, il 14 ottobre, a La Provincia la professoressa del Liceo "Giovio" di Como descriverà un animale dal pelo marrone assai più scuro di quello delle presunte foto, la spirale si complicherà ulteriormente: possibile ci siano due felini in circolazione? Probabilmente un effetto ottico, chioserà il comandante della Polizia provinciale.


La paura fa novanta: il 15 ottobre un istituto scolastico comprensivo primario di Erba, consultatosi con il Comune, sospendeva le gite scolastiche nei dintorni, mentre il comandante della Polizia provinciale addebitava almeno in parte la mancata cattura della bestia del Comasco all'indisponibilità di trappole più sofisticate e costose (La Provincia del 16 e 17 ottobre).


L'autunno avanza e nelle campagne di Como ha cominciato a far freddo e a piovere. Non sappiamo se augurare buon riposo al nostro puma preferito. Non vorremmo rimanere a corto di argomenti.


A fugare ogni timore, verso fine mese ecco allora spuntare un altro coccodrillo, stavolta, invece che in Campania e nel Lazio come quest'estate, al nord, e più esattamente nell'Alessandrino.


Il 24 ottobre, a Castelnuovo Scrivia, un operaio che lavorava in campagna nei pressi del depuratore, vede un animale che gli sembra un grosso rettile, forse un coccodrillo, ch sue subito si tuffa nelle acque del torrente Calvenza.

Avverte le autorità e, malgrado non ci siano altre segnalazioni, il sindaco allerta la popolazione e fa apporre dei cartelli in zona.


L'episodio, di per se modesto, attira l'attezione del quotidiano La Stampa (oltre che di altri organi d'informazione, sia online sia cartacei). Così, il 28 ottobre l'edizione alessandrina del maggior giornale piemontese ha dedicato ampio spazio al "coccodrillo di Castelnuovo" e ne ha approfittato per intervistare a lungo il fondatore del Ceravolc, lo studioso Paolo Toselli, che ha commentato in questi termini i fatti della val Scrivia e, più in generale, la lunga serie di "animali misteriosi" ritornati in questi mesi alla carica in varie parti d'Italia:


C'è qualche caso che è davvero reale, ma per la gran parte si tratta di episodi che fanno parte dell'immaginario collettivo o leggendario. Se davvero l'animale esiste, di solito viene catturato in breve tempo. In caso contrario, non se ne sente più parlare dopo qualche settimana: rientra nel limbo da dove era venuto.

E proprio al termine del mese, un'altra novità: una "caccia al pitone" nella zona di Bibbiano (Reggio Emilia), con avvistamenti nei campi intorno al 20 ottobre e conseguente fiammata di attenzione da parte dei media, sia digitali sia di carta (Il Resto del Carlino, edizione di Reggio Emilia del 24 e del 27 ottobre; Gazzetta di Reggio del 25 e del 27 ottobre). Risultati della caccia? Nessuno. Ricerche sospese, sino al prossimo avvistamento.


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