Greta Thunberg e le bacchette cinesi
- Redazione
- 11 feb
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Articolo di Sofia Lincos e di Giuseppe Stilo
Immagine in evidenza: di Juan Encalada, da Unsplash
Il 23 dicembre 2025 un utente Facebook ha postato sulla sua pagina un messaggio nel quale affermava che sei giorni prima la ben nota attivista politica di sinistra Greta Thunberg aveva “invitato i cinesi” – non è specificato attraverso quali canali – ad abbandonare le tradizionali bacchette di legno usate per prendere i pasti in modo da salvaguardare la natura. Per questo, si era sentita rimbrottare violentemente dai “cinesi” – si direbbe lo abbiano fatto in massa – per la sua protervia e, non ultimo, per la sua ignoranza. Sempre “i cinesi” avrebbero, per così dire, alzato i toni della polemica nei modi che possiamo leggere sotto.
Il 17 Dicembre scorso, Greta Thunberg ha invitato i cinesi a rinunciare alle bacchette tradizionali per proteggere gli alberi. I cinesi hanno poi chiesto a questa miracolata dalla facoltosa famiglia in cui è nata, di tornare nella scuola che ha smesso di frequentare, in modo che studiando di più, avrebbe scoperto che le bacchette tradizionali che i cinesi usano per mangiare sono fatte di bambù, che non è un albero ma una pianta erbacea! Hanno anche chiesto a lei e ai suoi seguaci di smettere di usare la carta igienica per pulirsi il c..., perché questa sì che è ricavata dagli alberi...
Qualche tempo fa ci eravamo occupati della storia che avevamo chiamato Mussolini e il libro rovesciato avanzando dubbi sulla sua plausibilità. L’avevamo poi inserita in un contesto più ampio di vicende inventate, o ambigue, come quella relativa a Bush e il libro di favole al rovescio e quella di Berlusconi e la libreria finta. In quel caso, per noi si trattava di mostrare l’utilizzo di narrazioni volte a confermare uno stereotipo culturale: quella del potente di destra ignorante, se non proprio semianalfabeta.
Nel caso di oggi – Greta e le bacchette cinesi – siamo davanti a un racconto speculare rispetto a quelli anti-destra, ma con alcune peculiarità che lo distinguono.
In realtà, l’aneddoto relativo a Thunberg circola perlomeno dalla metà di gennaio del 2020, come ha accertato il team di fact-checking dell’Agenzia Reuters già nel maggio di quell’anno. Nell’articolo che abbiamo linkato, la Reuters forniva vari esempi di condivisione di questa storia. Già a suo tempo era possibile dire che il racconto aveva avuto una diffusione vastissima: oltre che in inglese, era stato rilanciato in danese, olandese, russo e altre lingue. La variante più diffusa era quella un testo assai simile a quello italiano che abbiamo menzionato in apertura:
Troppo bella per non menzionarla! Greta Thunberg ha chiesto ai cinesi di smetterla di usare i loro tradizionali bastoncini e in questo modo di salvare centinaia di alberi. I cinesi hanno consigliato a Greta Thunberg di tornare a scuola, così potrà imparare che il bambù è una pianta, non un albero. E allora le hanno chiesto di smetterla di pulirsi il sedere con la carta igienica, visto che quella è davvero fatta con gli alberi!
Secondo l’analisi del gruppo di analisi della Reuters, è plausibile che il racconto su Greta e le bacchette cinesi sia lo sviluppo di un tweet relativo a Thunberg pubblicato il 15 gennaio del 2020 (lo trovate qui), nel quale, più genericamente, si attribuiva all’attivista il rifiuto di usare le bacchette a fini di difesa ambientale. Come potrete verificare, già da allora il testo si concludeva con un’allusione scatologica, il che fa davvero pensare che la storia che abbiamo visto sia stata generata sul serio da quel tweet ai primi del 2020, o da altri analoghi. Questo tweet sembra esser stato originato da un utente cinese. Forse, ha ipotizzato la Reuters, l’occasione era stata la notizia, circolata in Cina in quei giorni, secondo la quale Thunberg aveva dichiarato di avere in animo di effettuare un tour nel paese asiatico.
In tutto ciò, la Reuters, che ha al riguardo interpellato anche l’ufficio stampa dell’attivista, non è riuscita a trovare nessuna conferma al fatto che, in qualsiasi forma, Thunberg abbia mai invitato i cinesi a sbarazzarsi delle bacchette impiegate per prendere il cibo.
Come dicevamo in apertura, sotto molti profili la storia delle bacchette detestate dall’esponente di sinistra sembra essere l’equivalente morale di quelle dei libri negletti da rappresentanti storici della destra internazionale: questi, ignoranti e rozzi; l’altra, sprezzante delle specificità culturali e del legame tra gli individui e le loro tradizioni – tanto più se riguardano un’area centrale dal punto di vista pratico e simbolico come il cibo e i rituali del suo consumo.
Nel caso della storia delle bacchette, però, il testo è, letteralmente, autoconcluso: sono gli stessi destinatari del contenuto deprecatorio attribuito a Thunberg, a rispondere in maniera corale – e, visto che si parla dei “cinesi”, dunque, quale coro! – in un primo emistichio in maniera arguta e “sapiente” (il bambù delle bacchette è un albero, non una pianta), poi, nella parte conclusiva, che con la sua violenza verbale non ammette repliche, con il richiamo alle funzioni fisiologiche di base.




This was an interesting read about Greta Thunberg and all the reactions around her, and it made me think about how passionate people can get when it comes to big topics like climate and culture. I’ve seen so many different opinions online and sometimes its hard to sort through what actually matters or what’s just noise, but posts like this make me pause and think a bit more critically. I know I get caught up in my own world with school and deadlines and everyday stuff, so reading something that makes me reflect a bit feels good. Sometimes I struggle to keep up with all my work while also trying to stay informed about things that really matter, so I’ve…