Centro per la Raccolta delle Voci e Leggende Contemporanee (CeRaVoLC) - 2018

Cerca
  • Redazione

Blocco stradale contro gli spiriti?

Aggiornato il: 23 ago 2018


Articolo di Sofia Lincos e Giuseppe Stilo


Ci sono voci e dicerie che si sviluppano spontaneamente e altre che vengono diffuse appositamente per qualche scopo.


Un evento di quest’ultimo genere si sarebbe verificato venerdì 17 (non possiamo pensare che a un caso!) agosto a Palmoli, in provincia di Chieti. Quella mattina, intorno alle 6, alcuni migranti ospitati presso l’ex-convento di Santa Maria del Carmine hanno bloccato l’unica via di accesso al paese per "protestare contro gli spiriti”.


Secondo la ricostruzione della Prefettura, il gruppo sarebbe stato sobillato da quattordici serbi ospitati nella struttura, scontenti per il mancato rinnovo dei passaporti e quindi impossibilitati a spostarsi liberamente sul territorio nazionale.


Qualcuno dei serbi avrebbe cercato su internet informazioni sul luogo in cui era ospitato scoprendo così che nella chiesa annessa al convento erano presenti diverse antiche sepolture, comprese quelle di alcuni sacerdoti, come avveniva comunemente prima degli editti napoleonici. Costoro avrebbero quindi riferito la cosa agli altri ospiti della struttura, di origine africana, suggerendo che la chiesa potesse essere infestata dagli spiriti.


Il forte terremoto (5.1 gradi Richter) verificatosi in Molise la sera del 16 avrebbe fatto il resto. La mattina del 17 i migranti africani (per lo più donne e bambini) sarebbero scesi in strada per chiedere di essere spostati altrove per paura degli spiriti, insieme ai serbi che richiedevano il rilascio del passaporto e filmavano la scena coi telefonini.


L’occupazione della strada è durata circa un paio di ore, poi i carabinieri hanno provveduto a ripristinare la circolazione. Il 18 agosto il sindaco di Palmoli ha riferito che l’interruzione di pubblico servizio aveva avuto serie conseguenze per tutti i partecipanti:

“La Prefettura di Chieti ha provveduto all'allontanamento dal territorio di Palmoli dell'intero gruppo di nazionalità serba costituito da più famiglie per un totale di 14 componenti. Per le ragazze di nazionalità nigeriana ospiti dello Sprar, invece, il Comune - conclude il primo cittadino - ha richiesto una dettagliata relazione all'ente gestore al fine di inoltrare, al massimo entro lunedì, formale istanza al Ministero degli Interni per la revoca del sistema di protezione in loro favore ed il conseguente allontanamento dalla struttura di Palmoli senza possibilità di accedere ad altre finanziate dallo Stato Italiano".

Questo fenomeno sembra aver avuto dinamiche in parte simili a quanto avveniva in tutta Europa (Italia compresa) tra fine Ottocento e inizio Novecento (anche se casi sporadici si registrarono fino a qualche decennio fa). Le voci sulla presenza di spiriti in un luogo generavano i cosiddetti ghost riots, assembramenti di persone più o meno scomposte, in qualche caso “cacce” al fantasma o comunque all’entità sovrannaturale sospettata di manifestarsi sul posto. I ghost riots potevano sfociare in violazioni delle proprietà private, in danneggiamenti, aggressioni, ecc. Spesso queste manifestazioni si concludevano grazie a interventi delle autorità di polizia volti a ripristinare l’ordine e a impedire il ripetersi dei disordini. Parallelamente, poteva succedere che una famiglia decidesse di abbandonare la propria abitazione perché infestata dagli spiriti.


La differenza con i fenomeni di Palmoli è che nei casi “classici” gli assembramenti nascevano per cercare di vedere o per stanare gli spiriti, mentre nel caso attuale i dimostranti sembra fossero intenzionati a sottrarvisi.


Inoltre, qui tutto si è risolto in un blocco stradale di un paio d’ore che peraltro potrebbe esser stato in tutto o in parte indotto ad arte, mentre i ghost riots potevano durare diversi giorni e non risulta fossero di norma eterodiretti.


Rimangono le convinzioni diffuse in un gruppo - non sappiamo quanto spontanee - circa la presenza degli “spiriti” in uno spazio confinato, idea che poi si tramuta in un qualche atteggiamento “pubblico”, collettivo, clamoroso, anche se, come nel nostro caso, fortemente adattato alle situazioni sociali odierne.


[Immagine: Wikimedia Commons]

784 visualizzazioni