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Cinquanta sfumature di M&M’s

Aggiornato il: ott 21


Articolo di Sofia Lincos


Il 6 ottobre è morto Eddie van Halen, protagonista della scena hard rock degli anni ‘70-’80 e fondatore, insieme al fratello, dell’omonima band. Tra chi ha voluto ricordarlo in questi giorni, qualcuno ha tirato fuori una sua apparente “stravaganza”:


Questa è una storia molto strana che riguarda Eddie Van Halen e gli M&M’s, le celebri caramelle con nocciola e cioccolato. Durante i primi anni di vita dei Van Halen, Eddie era veramente pazzo. Se la sua ciotola di cioccolatini colorati aveva anche un solo cioccolatino marrone, lui annullava un concerto. E successe proprio questo nel 1980 quando suonò (anzi, avrebbe dovuto suonare) nel Colorado, all’università di Pueblo. Dopo aver visto un cioccolatino marrone, distrusse il camerino e fece veramente un disastro, costringendo gli organizzatori a non far iniziare il concerto. Al tempo il danno fu di circa 80.000 dollari che con il cambio attuale equivale a 240mila dollari. Una cifra mostruosa. (Da R3M)

Raccontata così, l’impressione è quella di uno stupido capriccio da rock star: ci immaginiamo gli addetti ai concerti costretti a vagliare una per una le M&M’s destinate all’artista, per fare in modo che nemmeno una di quelli marroni finisse nella sua ciotola.


In realtà, c’era un razionale dietro a questa richiesta, come hanno spiegato diversi siti di debunking (potete leggere qui Snopes e Butac). A spiegarlo fu David Lee Roth, cantante e frontman dei Van Halen, nella sua autobiografia Crazy from the Heat, uscita nel 1997:


[cit]I Van Halen furono la prima band a portare grandi spettacoli sul mercato per conto terzi. Giravamo con nove camion a diciotto ruote, pieni di attrezzatura, quando lo standard era di tre camion al massimo. E c’erano molti, molti problemi tecnici - che fossero le assi che non erano in grado di reggere il peso, o il pavimento che sprofondava, o le porte che non erano abbastanza grandi per far passare gli arnesi.


Il contratto era praticamente una versione delle pagine gialle cinesi, perché c’era tanta attrezzatura, e tante persone per farla funzionare. Quindi, diciamo, nella sezione del contratto dedicata agli aspetti tecnici, c’erano cose tipo “Articolo 148: Ci saranno quindici prese elettriche a 20 piedi di distanza, che forniranno 19 Ampère…” Questo genere di cose. E l’articolo numero 126, di punto in bianco, diceva: “Non ci saranno M&M's marroni nell’area backstage, pena la cancellazione dello spettacolo, con diritto al risarcimento pieno”. Quindi, quando andavo nel backstage, e vedevo una M&M's marrone nella ciotola… beh, verificavo riga per riga tutto quanto. Garantito che ci sarebbe stato un errore tecnico. Non avevano letto il contratto. Garantito che ci sarebbe stato un problema. Qualcosa che avrebbe minacciato di rovinare l’intero show. A volte, letteralmente, qualcosa che ci avrebbe fatto rischiare la pelle. [fine cit]


Insomma, un modo - molto sui generis - per testare l’affidabilità di chi aveva firmato il contratto: se sei disposto a metterti lì a separare le M&M’s marroni da quelle di altri colori, prenderai sul serio anche tutte le altre clausole.


Che i contratti dei Van Halen contenessero proprio quella richiesta sembra storicamente accertato: nel 2008 è stato pubblicato da The smoking gun uno dei contratti firmato dalla band nel 1982. La regola “niente M&M’s marroni” è presente, anche se, a ben vedere, non all’ormai proverbiale “clausola 126” e non nel bel mezzo delle specifiche tecniche.


Ovviamente, in caso di cancellazione di uno show, i giornali ci andavano a nozze: i Van Halen avevano sospeso lo spettacolo a causa della regola “niente M&M’s marroni”! Se si dà retta a David Lee Roth, tutto era invece andato a monte perché c’erano stati problemi tecnici. Nel caso di Pueblo, stando sempre a Crazy from the Heat, il palco non era in grado di sopportare il peso di tutta l’attrezzatura e stava letteralmente sprofondando.


Questa, insomma, la ragione dietro alla clausola. Bizzarra, ma non unica nel suo genere: anche i Nirvana, forse, adottavano una tattica simile. A raccontarlo è Kim Greenfield, che nel 1993 si occupava delle attività ricreative dell’Università di Buffalo (New York). Organizzando un concerto della band, la donna scoprì che i Nirvana avevano preteso diversi pacchetti di M&M’s “di tutti i colori eccetto il verde”. Qualcuno dovette mettersi lì e rimuovere tutte le caramelle di questo colore dalla scorta destinata agli artisti.


Che dire, quindi, di questa strana fissazione dei musicisti per le sfumature dei confetti? Beh, che forse non erano i soli ad esserne ossessionati. Da anni serpeggia infatti una leggenda metropolitana, che attribuisce un potere particolare ai diversi colori delle M&M’s. Quelle verdi, ad esempio, sarebbero afrodisiache, quelle rosse cancerogene, ecc...


Insomma, esisteva tutta una casistica, che potete trovare ad esempio nel fumetto Il grande libro delle leggende metropolitane. I testi sono del folklorista Jan Harold Brunvand, i disegni di autori vari, e ogni pagina è dedicata a un’interpretazione in formato comics di una leggenda contemporanea. Ebbene, nel capitoletto intitolato Tutta la verità sulle M&M’s, il protagonista racconta:


[cit]La verità è che ne vado pazzo… Normali o con le noccioline non importa, le mangio tutte. Per questo proprio non lo tolleravo, quando raccontavano tutte quelle storiacce. Ogni colore aveva qualche effetto strano. Le verdi erano afrodisiache... Le gialle ti rendevano gay... Le rosse facevano venire il cancro… Le arancioni portavano fortuna…E quelle scure… Cos’è che facevano? C’è un solo modo per scoprirlo.[fine cit]


Non crediamo di rovinarvi nulla se vi sveliamo che quelle scure provocavano un’indifferibile urgenza di andare in bagno. Questo “codice dei colori”, comunque, non è univoco: se alcuni “poteri” sono ormai associati ai colori in modo stabile, altre sono soggette a variazioni. Secondo Snopes, ad esempio, le gialle davano la nausea, mentre le marroni portavano sfortuna (che ci sia questa superstizione, oltre alla ragione pratica di cui sopra, dietro alla richiesta dei Van Halen?).


In che modo ebbero origine queste dicerie? Come per molte leggende metropolitane, non lo sappiamo. Le M&M’s nacquero nel 1941 come brevetto della Mars, che trasse probabilmente ispirazione da un metodo per trasportare il cioccolato senza che si sciogliesse, impiegato durante la Guerra civile spagnola. Le dicerie e i rituali con tutta probabilità arrivarono molto tempo dopo, sviluppandosi spontaneamente ad opera dei consumatori stessi - e con gli anni si diffusero, un po’ per gioco, un po’ per scherzo.


La storia più antica e famosa e arrivata anche in Italia sembra essere quella relativa alle M&M’s verdi, le afrodisiache. Ecco come la spiega Stefano Dalla Casa in un articolo per Wired:

[...] negli anni ’70 gli studenti cominciarono ad attribuire alle M&M’s verdi poteri afrodisiaci, e ne facevano scorta per poi offrirle al potenziale partner. Non sembra esistesse una ragione particolare: era così e basta. Come l’usanza di esprimere un desiderio se l’ultima caramella del pacchetto era rossa. Come spiega il folklorista Jan Harold Brunvand in Encyclopedia of Urban Legends (2012), forse nessuno ha mai creduto veramente ai poteri delle M&M’s, ma in tanti sono comunque stati al gioco. Tra questi anche Mars, che ha ben pensato di ammiccare alla leggenda metropolitana in alcune sue pubblicità.

Secondo Snopes, la stessa diceria sui confetti verdi è stata associata ad altri dolciumi, ad esempio, agli orsetti gommosi o alle gelatine di quel colore. La Mars affermò sempre di non sapere come fosse nata una simile storia - ma ne approfittò allegramente a fini commerciali: nel 2008, ad esempio, mise in commercio un pacchetto speciale di M&M’s tutte verdi in occasione di San Valentino. Nel 1992 un’altra compagnia di dolciumi, la Cool Chocolates Inc., aveva già provato a lucrare sulla leggenda vendendo confetti molto simili alle M&M's e chiamandole The green ones (“quelle verdi”): la cosa si risolse in una causa al termine delle quali la Cool Chocolates accettò di annacquare i richiami al più famoso originale.


Sulla leggenda delle M&M’s afrodisiache si basò anche la trasformazione delle M&M's in personaggi da cartone animato. Quella verde, Green, è una confettina sexy dalle lunghe ciglia e dalle labbra carnose (cosa che, peraltro, si portò dietro tutta una serie di polemiche e accuse di sessismo). L’idea di caratterizzare il personaggio in questo modo affonda quasi di certo nelle leggende sulle proprietà erotizzanti del confetto.


Meno costanti, nel tempo, dicevamo. le dicerie intorno agli altri colori. Quella sul rosso cancerogeno è l’unica che può essere ricondotta a una data precisa, ossia al 1976, quando la Food And Drug Administration americana mise fuori legge l’amaranto, un colorante cancerogeno usato all’epoca in molti prodotti alimentari. Pur non usando direttamente la sostanza, la Mars pensò che i sospetti sui coloranti rossi avrebbero potuto danneggiare le vendite, e preferì bandire le M&M's rosse dai suoi sacchetti. Ritornarono dieci anni dopo, nel 1986.


Per tutti gli altri colori, è ormai impossibile sapere come nacquero e si diffusero le leggende sulle proprietà segrete dei confetti. Forse vi contribuì il ricco folklore presente comunque intorno a questi confetti. Vi segnalo, ad esempio, il test che analizza la vostra personalità in base alle M&M’s preferite (dubito fortemente sia scientificamente validato), oppure la statistica dietro alle distribuzioni dei colori nei sacchetti, che a quanto pare è cambiata nel tempo, o, ancora l’algoritmo per separare i confetti in base alla tinta. Aggiungiamo a tutto questo l’appello rivolto dal Vulture di New York in seguito alla morte di Eddie Van Halen: quello di celebrare il grande artista strafogandosi di M&M's marroni.


Alla faccia di chi pensa portino sfortuna.

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