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Incinta di una piscina




A luglio 2023 è tornata a circolare una notizia - anzi, lo screenshot di un titolo di cronaca - che recita:


Incinta a 13 anni dopo una vacanza. La madre denuncia l’hotel: “Colpa dell’acqua della piscina”.

La storia arriva dal 2009: una tredicenne polacca sarebbe rimasta incinta dopo una vacanza in Egitto. La madre della ragazzina avrebbe concluso che la gravidanza era avvenuta a causa della piscina, contaminata con liquido seminale, dal momento che durante il soggiorno non aveva incontrato nessun ragazzo. Da qui la denuncia, secondo il giornale scandalistico Daily Mail, che avrebbe avuto conferma del procedimento in corso da parte dell’Ente nazionale per il turismo polacco. 


La notizia si presta a facili battute: non è assolutamente possibile avere una gravidanza con una modalità tanto rocambolesca. Nell’acqua clorata gli spermatozoi vivono pochi minuti, e anche in assenza di cloro è ben difficile che uno spermatozoo possa trovare la strada per arrivare alla meta in maniera del tutto casuale. Soprattutto se la destinazione si trova a distanza di metri (ricordiamo che la velocità media di uno spermatozoo è di circa tre millimetri al minuto e che, pertanto, la fecondazione dovrebbe avvenire quasi unicamente grazie alla naturale dispersione che avviene nei liquidi)…


Forse anche per le implicazioni maliziose della vicenda (la mamma ignara che preferisce credere a un’eventualità assurda piuttosto che mettere in dubbio l’innocenza della figlia), negli anni la notizia ha continuato a essere proposta e riproposta da siti di news come un evento appena successo. 


Fake news moderne


La stessa situazione immaginaria (una donna rimasta incinta dopo un tuffo in piscina) è stata sfruttata in diverse occasioni da siti satirici e di fake news: nel 2016, ad esempio, comparve una notizia secondo la quale un ragazzo aveva messo incinte sedici ragazze (!) eiaculando in una piscina:


Sedici giovani adolescenti di età compresa tra i 13 e i 17 anni sono rimaste incinte dopo che una festa in piscina ha preso una piega decisamente sbagliata, riferisce questa mattina il Tallahassee Herald. Una semplice festa in piscina del fine settimana si è trasformata in tragedia quando uno dei giovani (Tommy Coulter) presenti alla festa di compleanno ha eiaculato in piscina senza avvisare gli ospiti della casa, finendo accidentalmente per mettere incinta metà delle ragazze presenti alla festa. 
"Sono contenta che quel giorno non avevo il costume da bagno", ricorda Daliah Jennings, una dei presenti. "È stata una festa a sorpresa per festeggiare i miei 15 anni; diciamo solo che un bambino è il tipo di regalo che sono contenta di non aver ricevuto", ammette, visibilmente sollevata di non essere rimasta incinta.

Come ha ricostruito Snopes, la notizia aveva origine dal World News Daily Report, un sito di notizie inventate. 


Analoga situazione per una notizia ambientata in Italia e circolata nel 2017:


Una storia al limite del surreale quella che proviene da Torino, dove Maria, una giovane ragazza 18enne è rimasta incinta… a causa dell'acqua della piscina. La ragazza, pur essendo fidanzata, non aveva mai avuto rapporti sessuali e una volta accortasi dell’insolito ritardo del ciclo mestruale, fino a quel momento sempre regolare, non si era preoccupata più di tanto. Ma col passare dei mesi il suo fisico è cambiato: infatti la sua pancia si è andata sempre più gonfiando, testimoniando un’inequivocabile gravidanza. [...] Il concepimento, con ogni probabilità, è avvenuto tramite le acque della piscina, un luogo che lei frequenta ormai da diversi anni. Effettivamente, dai rilievi delle analisi fisico-chimiche compiute sulle acque della piscina, giunge la conferma che sono state trovate tracce consistenti di liquido seminale. [...]
Non è la prima volta che una donna rimane incinta in piscina per contatto accidentale con liquido seminale, che trova all’interno delle acque della piscina un habitat caldo che ne garantisce la sopravvivenza. Il cloro, infatti, protegge e fornisce nutrimento agli spermatozoi, la cui longevità, di conseguenza, aumenta di molto. [...]
Ammiriamo comunque il coraggio e la forza di volontà di Maria, che ha deciso di portare a termine la gravidanza e, ad un certo punto, non possiamo non chiederci chi sia l’ignaro padre del piccolo. Il suo fidanzato, 24enne, si dichiara comunque pronto a crescere il bambino esattamente come se fosse il suo.

Secondo Bufale.net, all’origine della falsa notizia ci sarebbe il sito il Giornale Italiano, ormai non più esistente, che si autodefiniva “giornale satirico”.


Incinta di un polpo


Queste fake news si basano comunque su una leggenda metropolitana di vecchissima data, in circolazione su Internet almeno dal 1993. Le sue radici, però sono ben più antiche: in alcune versioni, si tratta di una madre che rimane incinta del figlio che si è masturbato nella vasca da bagno (a causa di una carenza di acqua, la madre aveva deciso di riutilizzare la stessa acqua dove si era lavato il figlio…). In altre, la gravidanza avviene per effetto di un asciugamano o di un water contaminato da liquido seminale. 


Come spiegava lo scrittore inglese Rodney Dale già nel suo The tumour in the whale (1978), uno dei primi libri sulle leggende metropolitane pubblicati in Europa:


Le cause di gravidanza (a parte quella ben nota) possono essere molte e varie. Uno dei miti più persistenti è che la donna abbia concepito dopo aver usato gabinetti, vasche da bagno o oggetti per la pulizia precedentemente usati dagli uomini. Chiaramente, questo costituisce un’ottima scusa per qualsiasi evento spiacevole possa accadere a una fanciulla innocente, ed è appena più credibile del tradizionale bacio a una rana.

Tracce di questa credenza si possono rintracciare in libri ben più antichi. Jan Brunvand accomuna questa leggenda al complesso di storie sui bosom serpent (serpenti e altri animali che penetrano nel corpo umano); in particolare, negli Stati Uniti sarebbe diffusa fin dagli anni Trenta la storiella di una donna rimasta incinta… di un polpo. La leggenda è raccontata anche in tempi più recenti; questa è la versione che ne dà il folklorista americano Jan Harold Brunvand:


Questa ragazzina, cresciuta in una città costiera della California, era ovviamente incinta: lo stomaco iniziava a crescere, la nausea mattutina, ecc. Tuttavia, insisteva in lacrime con sua madre che non poteva essere incinta. Non l'aveva mai "fatto" con un ragazzo e semplicemente non era possibile.
Col passare del tempo, tuttavia, i segni continuarono. La pancia continuava a crescere, il suo appetito aumentava e così via. Sua madre insisteva sul fatto che fosse incinta. La ragazza insisteva che non fosse possibile. Era ancora una “brava ragazza”.
Alla fine si fece l’ecografia e la ragazza fu riscattata. Aveva un grosso tumore allo stomaco e l'operazione venne eseguita immediatamente. Con grande stupore di tutti, i chirurghi non asportarono un tumore ma un piccolo polpo vivo che si era attaccato al rivestimento dello stomaco della ragazza.
Quello che era successo a questa ragazza a quanto pare è davvero possibile. Le uova di polpo sono di dimensioni microscopiche e deposte in gruppi di decine di migliaia. Di solito rimangono attaccate alle alghe sul fondo oceanico tramite una secrezione appiccicosa. Non è impossibile che alcune possano scappare e galleggiare in superficie, dove potrebbero venire inghiottite da ignari nuotatori…  (Jan H. Brunvand, The Choking Doberman and Other "New" Urban Legends, 1984)

Una fonte antica: l’Alfabeto di Ben Sira


Ma anche nella forma “umana”, la leggenda della donna rimasta incinta dopo un bagno è presente da lunghissimo tempo nella letteratura medica e non. Un esempio piuttosto interessante si trova nell’Alfabeto di Ben Sira, scritto intorno al 700-1000 d.C. (il testo è noto soprattutto perché include il mito di Lilith, la prima moglie di Adamo, fuggita dall’Eden dopo un litigio su chi dovesse giacere sopra o sotto durante l’atto sessuale). La prima parte dell’Alfabeto è costituita dalla biografia di Ben Sira dal suo concepimento fino all'età di un anno; questa storia, omessa in diverse edizioni, spiega come il profeta Geremia fosse contemporaneamente padre e nonno di Ben Sira. Come era possibile? Beh, un giorno l’anziano profeta venne assalito da un gruppo di malviventi che, per prendersi gioco di lui, lo obbligarono a masturbarsi in una vasca. Nella stessa acqua avrebbe fatto il bagno la figlia di Geremia, concependo Ben Sira. La storia prende le mosse da un versetto biblico che racconta le glorie e le meraviglie delle opere di Dio, per cui tutto è possibile.


La stessa idea si trova anche in opere mediche medievali, perlomeno fin dai tempi di Averroè (1126-1198), il sommo scienziato e filosofo arabo del XII secolo: nel suo trattato Medicina generale, quello che in originale arabo è il ’Kitāb al-Kulliyyāt fī al-Ṭibb, raccontava la storia di una donna che, frequentando un bagno pubblico, era rimasta incinta senza aver avuto alcun contatto diretto con un uomo. Sulla base della sua autorità, la fecondazione “a distanza” fu considerata plausibile per secoli, tanto che la si ritrova in parecchi libri e trattati medici. 


Dibattiti seicenteschi


Il XVII secolo è cruciale per la storia della scienza: per la prima volta si poterono osservare al microscopio uova e sperma di animali e formulare le prime ipotesi sulla generazione umana. In tutto ciò, fu dibattuta anche la possibilità di un’inseminazione tramite l’acqua in cui aveva fatto il bagno un uomo. La si ritrova nel Trattato generale dei parti naturali, non-naturali e contro-natura del chirurgo francese Guillaume Mauquest de la Motte (1655-1737); l’ostetrico Antonio Galli, che lo tradusse in italiano, aggiunse la seguente nota:


Ho conosciuto certa Figlia, che rimase gravida colla sola introduzione del glande fra le labbra pudende. Questo caso è ben diverso da quanto racconta il Borelli di quella Figlia, che rimase gravida per esser entrata nel bagno, in cui prima era stato un uomo, che corrottosi nell’acqua vi aveva lasciato lo sperma.

Nel XVII secolo, d’altra parte, il meccanismo della fecondazione non era ancora del tutto noto. Certo, nel 1677 l’olandese Antonie Van Leeuwenhoek aveva osservato gli spermatozoi al microscopio, ma molti studiosi ritenevano che si trattasse di parassiti del liquido seminale. Sul campo, all’epoca, si scontravano teorie “oviste” (in cui l’individuo si trovava già formato in tutto e per tutto nell’ovulo materno e l’apporto maschile era quasi nullo), e teorie “spermatiste”, secondo cui l’embrione si trovava già nell’“aura seminifera” dell’uomo, che l’ovulo aveva solo la funzione di nutrire.


Lo stesso Antonio Galli riporta nelle sue annotazioni concezioni primitive sulla sessualità e l’anatomia che oggi ci fanno sorridere: per esempio, che si possa verificare la verginità di una donna toccandole la punta del naso. 


Michele Scoto nella Parte seconda del Proemio della Fisonomía vuole, che per conoscere la verginità la cartilagine costituente la punta del naso debba essere unita; e questa allorch’è divisa in due, quella è da esso dichiarata già perduta. [...] Da tal segno Democrito (giusta il rapporto di Diogene Laerzio) aveva il coraggio di salutare, dicendo alle une Salve virgo e ad altre Salve mulier, dopo d’aver loro toccata la punta del naso, arrecando in tal modo maraviglia alle genti ignoranti e superstiziose.

Tornando alle nostre storie di bagni inseminanti, occorre dire che anche nel Seicento non tutti erano d’accordo. Uno degli scettici su tali possibilità era il medico ed esoterista Thomas Browne, che nelle sue Pseudodoxia Epidemica (anche dette Vulgar Errors) cercava di confutare i “luoghi comuni del volgo” in materia di scienza. Nel settimo libro, ecco discussa anche la nostra leggenda:


La relazione di Averroè, e ora comune in ogni bocca, della donna che concepì in un bagno, attirando lo sperma o l'efflusso seminale di un uomo ammesso al bagno nelle sue vicinanze, ho scarsa fede per crederlo; e se fossi stato nella giuria, difficilmente avrei pensato di aver trovato il padre nella persona che le stava accanto. È un modo nuovo e inaudito nella Storia di fornicare a distanza, e offende molto le regole della fisica, che dicono che non c'è generazione senza un'emissione congiunta, non solo virtuale ma corporale e carnale.

Echi di questo dibattito sono arrivati fino ai giorni nostri, impiegati efficacemente in leggende metropolitane e fake news


La cosa curiosa è che esiste anche l’idea opposta, cioè, che facendo sesso in una piscina, una donna non possa rimanere incinta. Anche questa non è altro che una bufala: se l’acqua non è un agente “ingravidante”, non è di sicuro nemmeno un contraccettivo. 


Immagine in evidenza: generata con Microsoft Bing Image Creator


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