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L'invasione di Samara la zombie

di Sofia Lincos e di Giuseppe Stilo


L’ultima fase dell’estate 2019 ha visto esplodere improvvisa e intensa una mania collettiva che in pochi giorni ha investito buona parte del sud, sino a Roma. Per noi appassionati di leggende contemporanee, per gli antropologi culturali, per gli psicologi sociali, per i folkloristi si tratta di uno degli episodi italiani di questo genere più interessanti degli ultimi anni.


Da alcuni giorni decine di persone (come minimo) vanno in giro, quasi sempre nelle ore di buio, travestite da fantasma, di solito cercando di indurre paura nei presenti, e in qualche raro caso mettendo in atto comportamenti aggressivi, che - secondo notizie non confermate con chiarezza - giungerebbero sino a brandire coltelli. Queste apparizioni consistono in una imitazione dell’aspetto e dei movimenti tipici del personaggio principale del film horror del 2002 “The Ring” , diretto da Gore Verbinski, e dei suoi due sequel, una triade di film fra quelli di maggior successo commerciale nell’ambito del genere “paura”.


Al centro di “The Ring” c’è una bambina morta uccisa dalla madre in maniera terribile, Samara Morgan - diventata però celebre nel mondo col solo nome di battesimo.

Samara, che già in vita oscillava tra psicopatologia e possesso di enormi poteri paranormali nel film si ripresenta in questo mondo ogni tanto, per uccidere qualcuno e vendicarsi della sua morte.


“The Ring” è diventato un oggetto di culto e, fra le altre cose, è intensamente ripreso e utilizzato in tutto il mondo dai gruppi che praticano cosplay.


Forse anche la passione di alcuni per questa pratica di così grande successo nella cultura recente ha contribuito, almeno all’inizio, a innescare l’invasione nostrana di Samara la zombie.

Tutto sembra esser partito, non sappiamo come e ad opera di chi, nella calda serata di martedì 27 agosto nella città di Catania. In quelle ore, stando ad alcune fonti locali, più di una persona si è mossa per la prima volta in vari punti della grande città etnea travestita come la protagonista di “The Ring”.


I primi incontri e i primi commenti di cui sappiamo si riferiscono al più celebre quartiere popolare di Catania, Librino, e alla zona di San Berillo Vecchio, dove uno degli impersonatori è stato filmato mentre infastidisce una prostituta per strada.

Proprio a Librino si sarebbe manifestato il primo episodio di comportamento collettivo che sta segnando questa moda: una delle “Samare” sarebbe stata aggredita da numerose persone, rischiando addirittura il linciaggio da parte dei testimoni, inferociti per lo scherzo.


Il contagio sembra esser passato dalla Sicilia alla Campania nel giro di poche ore, già nella giornata di mercoledì 28 agosto. Quella mattina, su un gruppo Facebook qualcuno posta un video di Samara che va in giro gridando per le strade di Marano, vicino Napoli, ma stavolta l’intento umoristico appare particolarmente evidente.

Un certo numero di utenti, tuttavia, sembra prestare credito all’episodio.


Questo però è solo il primo cenno di quanto si stava preparando. Quella stessa sera, ad Afragola, sempre nel Napoletano, una ragazza travestita comincia a passeggiare per le strade. Nel quartiere Salicelle, però, il gioco degenera in violenza. Secondo varie fonti locali, un gruppo di ragazzi assale la “vampira” a calci e schiaffi. Interviene la Polizia. Centinaia di persone si riversano per le strade per guardare e per commentare. Qui è possibile vedere Samara fotografata in via Caracciolo, e sul gruppo Sei di Afragola se... avere il panorama dell’incredibile numero di interventi, di paure, segnalazioni, voci, illazioni e controversie che Samara ha suscitato già da quelle ore.


La mattina, dopo, il 29, in molti asseriscono di averla vista, anche armata di coltello, a Qualiano e a Giugliano. Le bacheche Facebook dei residenti di queste zone sono invase dalle segnalazioni. Avvistamenti e riprese giungono anche da Licola Mare mentre, inquietante, la si vede spingere un’altalena con sopra una bambola. Secondo altre fonti, però, questa ripresa si riferirebbe a Catania.


Comunque, è alla sera di giovedì 29 agosto che il fenomeno è davvero dilagato in altre parti della Campania. Samara è fotografata mentre si aggira per le strade del quartiere di Capodivilla, a Sant’Anastasia, e a una dozzina di chilometri di distanza, a San Giuseppe Vesuviano, dove avrebbe provocato curiosità e un intasamento stradale nei pressi della stazione ferroviaria. A Giugliano, alle 22.30 una Samara armata di taglierino viene segnalata telefonicamente al 113, ma i poliziotti non riescono a individuare nessuno, e si pensa a uno scherzo.


Sempre in serata, altri casi a Pomigliano d’Arco, a Poggiomarino, con una foto scattata alla stazione ferroviaria, e a Palma Campania.


L’episodio più clamoroso del 29 agosto, tuttavia, sarebbe avvenuto più a sud, a Pagani (Salerno), dove in serata sui social si diffonde la voce della presenza di Samara, armata di un lungo coltello, sotto dei garage vicini alla scuola “Criscuolo”. Sarebbe stato notato anche “tutto un procedere di sirene, di carabinieri e altro”, ma “il fantasma non si è fatto prendere”. La sera del 30, in base a un presunto annuncio fatto sui social secondo il quale Samara sarebbe riapparsa alle 22 di quel giorno, gruppi di persone che una fonte locale descriveva come “armate” si sono radunate di nuovo in vari punti di Pagani con pessime intenzioni.


Peraltro, la presenza di un coltello sarebbe stata documentata da una foto anche a Capodrise, alla periferia di Caserta. Per la sera di sabato 31, sempre in quel paese sarebbe stato convocato via social un nuovo appuntamento con Samara.


Nella notte fra il 29 e il 30 la frenesia ha raggiunto il cuore della maggior metropoli del sud, Napoli. In poche ore ci sono stati avvistamenti non solo in quartieri periferici come Ponticelli e Scampia, ma anche nella zona di Pianura, nei pressi del parco Falcone e Borsellino. In questo caso


Circa cento persone sono scese in strada, alcune persino armate di mazze e spranghe, pur di stanare l’autrice della macabra iniziativa. Per ristabilire l’ordine e riportare la calma, sono dovuti intervenire gli agenti della Polizia di Stato con ben tre volanti. In molti hanno provato a rintracciare la “Samara” napoletana, che però, dopo aver terrorizzato un gruppo di ragazzini, si è rifugiata all’interno del parco, ormai abbandonato da anni.
La “caccia” è andata avanti per diverse ore. In sella agli scooter, decine di ragazzi hanno passato al setaccio il quartiere, senza successo. Secondo alcuni residenti, l’autrice della burla è una signora di circa 40 anni.

A Scampia una ragazza incinta avrebbe avuto un malore alla vista dello “zombie”, mentre fra alcuni ragazzi sarebbe sorto il panico. Sarebbero anche arrivati i Carabinieri. A San Giovanni a Teduccio, invece, un altro “spettro”, accerchiato, avrebbe rischiato di essere malmenato. Samara presente anche ad Acerra.


Qui potete vedere alcune delle scene di panico e agitazione che la notte sul 30 agosto hanno avuto per teatro varie parti di Napoli. All’una del giorno 30, vari piccoli spettacoli sono inscenati a Casoria. Una fonte locale parla di una vera e propria “notte di follia”. A parte aggiungere Caivano all’elenco dei luoghi visitati, si apprende che, dopo un raid a Ponticelli, la presunta parrucca di una Samara è stata ritrovata nel quartiere Barra, e il lenzuolo da fantasma a San Pietro a Patierno. Notizie anche dal quartiere Gianturco, che in pratica è nel centro di Napoli.


La mattina del 30, fra Teverola e Casaluce, nel Casertano, un altro sviluppo clamoroso: Samara per la prima volta è segnalata di giorno, e fotografata a distanza, anche se ci si chiede se non si tratti di un vero e proprio scherzo. Poche ore prima, l’incontro per ora più a nord nella mappa dei luoghi “contagiati”: Mondragone.


Scene di agitazione generale, a sera inoltrata del 30, di nuovo a Poggiomarino, nel Napoletano. A Gragnano un fantasma in quegli stessi momenti sarebbe stato centrato dal pugno di un giovane, che poi, pentito, scrive di aver reagito d’istinto, in piena notte, e di volergli offrire una pizza.


Samara sa anche nuotare: nella notte sul 31 viene vista e ripresa a Forìo e a Ischia, i maggiori centri dell’isola campana. Nella giornata del 31, insulti per Samara comparsa ad Angri, nel Salernitano.


Ma, dopo la fiammata iniziale, gli episodi si ripetono la sera del 28 e del 29 anche assai più a sud, in Sicilia. Uno dei “tronisti” del programma di Canale 5 “Uomini e donne” filma una Samara a San Giovanni Galermo, alla periferia nord-ovest di Catania e posta tutto su Instagram, inferocito. In quelle ore la folla si raduna anche in una zona di Biancavilla Etnea. I relativi filmati, che documentano momenti di caos sono visibili qui e qui. Un altro video, probabilmente degli stessi momenti, fa intravedere Samara braccata dalla Polizia a Catania. Un ennesimo video catanese è visibile qui, ma accompagnato pure da versioni satiriche della storia.


A Catania, anche tramite Instagram il giorno 29 circolano voci (assolutamente non confermate) circa l’arresto di una diciannovenne, che sarebbe avvenuto nel quartiere di San Cristoforo dopo l’inseguimento da parte di giovani e di ragazzini riunitisi in gruppo a bordo di motorini e di biciclette. La storia, più che altro, sembra la conferma del formarsi spontaneo e rapidissimo di mobs di cacciatori di zombie.


Un altro caso di molestie e di sberleffi a uno dei protagonisti dei travestimenti è avvenuto a San Giovanni Galermo, presso via Ustica: dovrebbe essere un episodio diverso da quello della zona San Cristoforo. Anche stavolta, comunque, si conferma la presenza “attiva” di gruppi di giovani e giovanissimi pronti a inseguire e “punire” questi curiosi comportamenti. Una raccolta di immagini e video delle uscite catanesi sino al 30 è disponibile qui.


La stessa sera del 29, peraltro, Samara è arrivata anche nell’altra metropoli siciliana, Palermo. Una foto la mostra mentre cammina in via del Vespro. Alla sera del 30 dovrebbe invece risalire quest’altro incontro con foto, ma le segnalazioni più frequenti riguardano varie zone di Palermo e di Monreale. In quest’ultima città, le segnalazioni si concentrano nelle zone del cimitero e del quartiere Pezzingoli.


Nella notte, ecco Samara pure nel centro di Termini Imerese.


Mentre la nascita della pagina Facebook “Samara paggina Official” fa pensare che, almeno per quel che riguarda Catania, una qualche responsabilità nelle apparizioni possa averle un gruppo goliardico-artistico, fra la sera del 28 e l’alba del 29, nel Catanese le emulazioni si estendono decisamente fuori dal capoluogo. Un uomo pubblica una foto scattata probabilmente da un balcone, mentre ad Acireale Samara si trasforma in un’ancora più misteriosa “suora” vestita di nero, che peraltro un utente di Twitter ha identificato come immagine proveniente dagli Stati Uniti, suscitando le reazioni imbarazzate di chi l’aveva postata, che sosterrà di averla avuta - ma guarda un po’ - da “suoi amici”. Quest’altro video postato su Instagram da Catania, invece, mostra un grosso assembramento di persone che, probabilmente la sera del 29, osserva una pattuglia di Carabinieri a caccia di zombie in un giardino. Altra comparsa a Monterosso di Adrano, quasi in contemporanea.


In quelle stesse ore, la ragazza fantasma fa la sua prima apparizione anche in provincia di Siracusa, a Noto e a Avola, e poi a Solarino,dove una folla di un centinaio di persone si raduna intorno alla Villa Comunale e devono intervenire i Vigili del Fuoco. Al giorno successivo, eccola agli estremi geografici meridionali d’Italia: a Vittoria, in provincia di Ragusa.


La sera di venerdì 30 agosto la mania ha conquistato altre tre regioni italiane. La prima è la Puglia, con torme di ragazzini per strada nel quartiere Candelaro di Foggia, disordini e intervento della Polizia. Alle famose Vele di Scampia, a Napoli, i ragazzini, terrorizzati, sono convinti di averla vista. Anche qui le forze dell’ordine devono intervenire. Quest’ultima notizia fa il paio con i dubbi emersi a Pagani, nel Salernitano. Le forze dell’ordine, scrive una fonte locale, sono scettiche sulla stessa, reale presenza di qualche impersonificatore del fantasma. I ragazzi si passano video e foto, ma Samara in città si è fatta vedere sul serio? In altri termini, la sensazione in alcuni casi è che la gente scenda in strada minacciosa anche in mancanza di spettacoli concreti di Samara, per così dire a scopo preventivo, per giocare all’idea di avere paura.


La quarta regione in cui il fantasma sarebbe comparso è la Sardegna. Diciamo “sarebbe” perché l’avvistamento con foto a Sinnai (Cagliari), nella notte sul 31, è dato con qualche dubbio circa il fatto che non si sia trattato di una mera invenzione.


Al mattino, sulla prima pagina dell’edizione di Napoli del Corriere della Sera, una cosplayer, Rosalia Guerra, si era palesata spiegando che, almeno in un certa misura, il fenomeno sarebbe dovuto a una vera e propria challenge nata negli Stati Uniti: come si sarà capito dai video e dalle foto, vi sono coinvolti come protagonisti della sfida, il cui scopo sarebbe quello di suscitare spavento, sia uomini sia donne, di norma giovani o giovanissimi.


Al culmine (forse) di questa fase esplosiva, nella serata di sabato 31 agosto, Samara avrebbe inscenato diversi spettacoli nella stessa capitale. Ne parlano diversi account come questo (si può vedere l’intera timeline, per altri avvistamenti in quartieri come Pigneto, San Basilio e Centocelle), anche se per il momento è bene conservare qualche prudenza circa la realtà concreta di queste apparizioni nel cuore di Roma.


Dettagli più scarni riguardano spettacoli nelle province di Lecce e Messina.


Nel frattempo le voci sono diventate tempesta. Il 29 una utente di Twitter posta un meme che reca questa spiegazione:


Allora ragazzi una ragazza Mi ha spiegato tutta la storia! quindi se volete leggete. Allora ci sono due Samara, una è questa che è del Librino è pazza perché gli è morta la figlia e il marito non sta bene. L’altra a quanto pare è scappata da un manicomio. Ancora si stanno accettando [sic] che sta camminando insieme a una delle due una macchina… quindi non è sicuro ancora. Sta girando per tutti i quartieri e le traverse!... Ha causato parecchi danni due ragazzi non si trovano più. Raga stiamo attenti e non spariamo cavolate. un’ora fa era al villaggio Sant’Agata. Non gira solo di notte ma pure di giorno.

Una sorprendente, pressoché istantanea costruzione di un’eziologia complessa, che delinea un essere bicefalo (la “vittima” con la figlia morta e il marito malato, e la “pazza pericolosa” sottrattasi al controllo delle istituzioni). E’ in grado di far sparire i ragazzi, e non solo di manifestarsi di notte, come si pensava, ma anche alla luce del sole.


Fin dal pomeriggio del 29, per definire il vasto fenomeno in corso, ha infine fatto la sua apparizione l’espressione “Samara Challenge”. Una volta definito per analogia il rischio, come per le altre, presunte challenge, giungono i commenti moralizzanti, come per chi, oltre a segnalare ulteriori avvistamenti nel Napoletano (Sant’Anastasia e San Vitaliano) scrive su Il Mediano:


Bisognerebbe ritornare ai tempi in cui i ragazzini per strada suonavano i campanelli e poi scappavano ridendo per non essere scoperti: qualcuno si affacciava al balcone ed imprecava qualcosa, qualcun altro sorrideva e continuava le proprie faccende. Bisognerebbe ritornare ai tempi in cui tutti un po’ di più stavano per strada.

La mania generalizzata nel pomeriggio del 30 provoca anche l’intervento del consigliere regionale campano del gruppo dei Verdi Francesco Emilio Borrelli:


Ci chiediamo come sia possibile che alcune persone si divertano ad inscenare uno scherzo tanto idiota che mette a repentaglio la loro stessa incolumità, esponendole al rischio di un linciaggio. Creare problemi di ordine pubblico per un motivo tanto frivolo è assolutamente demenziale.

Il 31 agosto Alessio Ossino, cantante neomelodico catanese, coglie la natura popolare del movimento in atto, e se ne fa carico su Facebook, scrivendo che a causa di quelle sceneggiate “bambini stanno avendo problemi psicologici”, proponendo di “bloccare Samara” - quasi si trattasse di un contatto social da bannare, così negandone l’esistenza.

Senza contare che questi fenomeni avvengono proprio sulle strade, in una dimensione quasi del tutto pubblica del fenomeno. Addirittura, su Instagram il giorno 30 è apparso l’annuncio di “Samara Party” convocato per le 22 di quel giorno, sul lungomare di Catania, in via Ruggero di Lauria. La sera del 31 c’è chi ormai considera Samara “l’attrazione cittadina” e riferisce di gente che quel sabato sera ha intenzione di girare per Catania nella speranza d’incontrarla. La mattina di domenica 1° settembre un bar di Adrano (Catania) prepara cappuccini decorati con la figura di Samara. Quando, la sera del 31 agosto, Samara è di nuovo a Palermo, in piazza Sant’Anna, nel centro storico, qualcuno commenta ironico che, al contrario di quella palermitana, la Samara del film “non aveva le ciabatte”.


In varie occasioni, persone intervenute sui social hanno collegato il fenomeno Samara a quello dei travestimenti da clown, tirando così in ballo tutto il potente immaginario legato a IT e alle sue ben note paure. Nel pomeriggio del 30 il panico cresce. Su Instagram, in riferimento a Catania, Samara viene ora mescolata alle leggende sui rapimenti di bambini (ecco una nostra analisi di una recente ondata italiana di voci di questo tipo) in una richiesta di passaggio a catena di un messaggio:


Avvisate tutti…
Occhio gira una signora travestita da Samara E una pazza non è sola ce un signore con lei che gira insieme a lei con la macchina una macchina nera… e armata state attenti non la prendete scherzando quando la vedete chiamate subito la polizia... una settimana fa erano a Misterbianco si erano portate due ragazzine una di età 15 e l’altra 19 state attenti

Pur non arrivando a questi estremi, il clima da panico morale è evidente. Il 31 agosto, percependo come socialmente pericoloso “il fenomeno Samarra”, il siciliano La Voce dell’Isola propone alle altre testate di non dare più alcun risolto alle sortite delle Samare, e agli utenti dei social network di segnalare come “contenuto offensivo” le foto e i video della ragazza fantasma. Uno psichiatra salernitano definisce queste azioni “giochi pericolosissimi”. In ogni caso, un periodico locale della provincia di Caserta già il 30 agosto aveva definito anch’esso l’evento “un pericolo pubblico (sia morale che fisico)” e annuncia una propria indagine sulle cause della mania nell’Agro Aversano. Lo stesso periodico, la sera del 1° settembre raccoglie sul suo sito una serie di video e di immagini volta a dimostrare la pericolosità del fenomeno, e annuncia la presentazione di un’istanza rivolta alla Regione Campania perché vieti formalmente qualsiasi travestimento (anche ad Halloween e a Carnevale? - vien voglia di dire...). A Casal di Principe, la sera del 30 agosto, Samara si fa vedere e fotografare in più punti e risponde così a chi le chiede il perché di quella messinscena:


Perché sono il diavolo.

D’altro canto, la componente aggressiva delle concentrazioni di gente suscitate dagli scherzi su Samara ha suscitato la preoccupazione di Bufale.net, che nel pomeriggio del 30 agosto ha definito sostanzialmente pericolosa l’idea di andare in giro travestita, con un finto coltello, mentre qualche complice ti riprende di nascosto e osserva le reazioni dei presenti. Peraltro, una giornalista de Il Mattino di Napoli sulla sua pagina Facebook ha pubblicato un’altra foto (piuttosto incerta) accompagnata dall’affermazione secondo la quale la sera del 30 Samara sarebbe andata in giro a minacciare le persone con “una grossa arma da taglio”.


In effetti, più di una fonte locale, la mattina del 31 agosto ha dato notizia - oltre che di nuovi casi a Frattamaggiore e Sant’Antimo, di un presunto episodio più grave, secondo il quale Samara avrebbe “minacciato i passanti con un coltello, per poi fuggire” a Torre del Greco, e più esattamente in via delle Paludi. Lo stesso sarebbe avvenuto a Sant’Antimo, verso la mezzanotte fra il 30 e il 31 - lì Samara è stata vista anche a bordo di una Smart. Allo stesso tempo, il fantasma compariva a Casandrino. Altre segnalazioni nella zona del Nolano, a Saviano e a Roccarainola.


Quanto questi coltelli siano veri, di plastica o soltanto intravisti, questa è altra faccenda. Sta di fatto nella notte fra il 30 e il 31 qualcuno ritiene di aver visto Samara inseguire un bambino armata di coltello in via Montegrappa, a Palermo. Su Facebook, un utente commenta preoccupato l’episodio, scrivendo che in quelle ore si trovava in quella stessa zona, e aveva visto gruppi di bambini con lenzuoli addosso. Temeva la cosa potesse degenerare. Addirittura, a San Giuseppe Vesuviano, nella notte fra il 30 e il 31 agosto alla vista di Samara una donna sarebbe stata colta da “un principio di infarto” e sarebbe stata portata in ospedale: il giorno dopo una fonte casertana teme che lo scherzo possa condurre a qualche tragedia. Sabato 31, spettacoli a ciclo continuo anche a Torre Annunziata. La mattina del 1° settembre, dopo aver annunciato la comparsa dello spettro anche a Macerata Campania, un periodico locale sentenzia: “la provincia di Caserta sta impazzendo”. Da tutt’altra parte, a Termini Imerese, nella notte fra sabato e domenica carabinieri e poliziotti sono visti pattugliare la città, mentre Samara viene vista e ripresa più volte, come nella notte precedente.


La tensione sembra sia ulteriormene salita nel Napoletano la sera di domenica 1° settembre, sino a toccare il culmine a Castellammare di Stabia.


Si diffonde una voce: la folle corre dietro un'auto che irrompe sul lungomare, violando l'isola pedonale. Nessuno la ferma, e in molti dicono che a bordo c'è Samara. Le voci raggiungono la Villa Comunale, affollata di gente.


A questo punto le cose si fanno più confuse. Dall'auto sarebbe scesa una ragazzina vestita di bianco:


...si diffonde il panico. In tantissimi circondano la vettura e si motiplicano i video che riprendono la scena. A centinaia corrono tutti nella stessa direzione urlando "Samara". Chi pubblica foto e chi storie su Instagram parlando della ragazzina che dovrebbe fare paura. Scatenata la folla, la bambina è risalita con la mamma sull'auto. In pochi a vederla, in molti hanno semplicemente partecipato ad un gioco collettivo che sta assumendo i contorni di una psicosi. 

Stamane, 2 settembre, i quotidiani cartacei danno notizia di nuove comparse a Lentini e a Carlentini (La Sicilia, edizione di Siracusa), a Riposto e Torre Archirafi (La Sicilia, edizione di Catania), dove peraltro Samara è accostata a un "animale misterioso", il Sugghiu, di cui si parlerebbe a Torre Archirafi da una trentina d'anni) e a San Prisco (Cronache casertane). Sui social media, invece, circolano dalla scorsa notte frammenti d'informazione sull'estensione del fenomeno alla provincia di Bari (Canosa di Puglia) e alla città di Messina, oltre che a Pompei (Napoli).


In tutto questo bailamme non va trascurato nemmeno un altro fatto: le emulazioni di Samara, appena arrivate da noi, sono già note all’estero ed è plausibile che agli inizi di questa ondata abbiano ispirati gruppi più strutturati presenti in particolare a Catania, la cui azione è stata poi a sua volta imitata in maniera sempre più estemporanea, confusa e ibridata con altre credenze, personaggi e motivi del folklore contemporaneo in una vasta fetta della penisola. Qui ce ne sono di provenienti dal Sud-est asiatico e da altrove. Plausibile che, se non è stato già fatto, alcuni partecipanti all’attuale mania italiana li riciclino, adattandoli al contesto italiano (come in questo esempio, collocato a Secondigliano, presso Napoli).


Per ora, un primo commento strutturato a quanto sta accadendo è giunto dall’antropologo culturale Giovanni Gugg, che lavora all’Università di Napoli “L’Orientale” e che ha pubblicato su Facebook alcune sue valutazioni.


Al momento ci limitiamo a qualche considerazione di massima. Quando le acque si saranno calmate, il “caso Samara” meriterà di certo analisi più attente.


  • In generale, il fenomeno si propaga per emulazione. Sebbene sia possibile che agli inizi ci sia stato qualche gruppo che abbia riflettuto su modalità, termini e scopi dell’iniziativa, niente indica ci sia una regia generale. Si tratta di singoli e di gruppi che spontaneamente si aggregano al “gioco”.

  • Il fenomeno ha una potentissima dimensione pubblica. Non sono io che faccio lo scherzo a mio cugino travestendomi da fantasma per farlo spaventare, in camera da letto. Samara si offre a tutta la città e a chiunque si trovi a passare lì in quel momento e abbia interesse per la sua presenza e le sue performance.

  • Il fenomeno trae la sua forma in larga misura dalla produzione e diffusione di foto e di video. E’ un fenomeno con una forte dimensione visiva. Le foto dapprima sono scambiate tra le persone del quartiere interessato alla minaccia, e già da quel momento è facile che ci finiscano dentro cose che non c’entrano (un classico è il filmato di Samara girato in un posto, magari anche dall’altra parte del mondo ma segnalato come avvenuto da noi). Allo stesso modo, le apparizioni diventano l’occasione propizia per scherzi, battute, meme, parodie (molto popolari, in questi giorni, i filmati in cui sulle immagini dell’apparizione “spaventosa” viene montata una musica di genere neomelodico).

  • Le apparizioni provocano un intenso discorso collettivo sui rischi degli scherzi (e se si trova di fronte un bambino? Una donna incinta? Un debole di cuore?), sul comportamento più appropriato da tenere in questi casi (hanno fatto bene a riempirla di botte, oppure no?) e sulle ragioni del comportamento. Queste discussioni si sviluppano in pubblico, in primo luogo sulle pagine dedicate alle varie città coinvolte, nei commenti agli articoli, sui social “aperti” come twitter e instagram, ma anche nel privato, sugli usci delle case del sud, per le strade affollate anche in piena notte e con la condivisione immediata di filmati e di segnalazioni via whatsapp.

  • Molto gettonate, tra le “spiegazioni”, quella secondo la quale a fare da Samara sarebbero persone dipendenti per la propria autostima dal numero dei like, e, naturalmente, quelle di tipo moralistico di chi incolpa l’eterna “generazione in crisi”, annoiata e senza valori (anche se, a essere onesti, nessuno ancora conosce l’età degli “impersonatori”).

  • Il fenomeno ricorda da vicino le apparizioni di clown picchiatori (si pensi all’invasione italiana dell’autunno 2014, di cui potete leggere in questo articolo, e più in generale, in quest’altro), che infatti nelle reazioni collettive di questi giorni sono spesso accostate al fenomeno Samara, così come rammenta le innumerevoli cacce ai fantasmi dei decenni fra il XIX e il XX secolo, come avvenne, ad esempio, a Chieri (Torino) nel 1931 e nel 1956 o nell’intero Canton Ticino fra il 1940 e il 1943.

  • C’è poi una grossa domanda antropologica di fondo. Perché la violenza viene percepita come una risposta adeguata alle performance? Perché i parapiglia, gli schiaffi (si parla addirittura di badilate su una Samara, a Catania), le rincorse e le scene in cui, al contrario, Samara pare essere armata di coltello sono riprese con cura, documentate come un match fra avversari sportivi?


Da un lato, come in altre manie collettive passeggere, anche il fenomeno Samara appare spontaneo, davvero “popolare”, tutto costruito intorno alla fisicità violenta del fantasma, col volto coperto dai capelli e sovente scalzo. Dal capo opposto, però, è come se tutto fosse un gioco delle parti, con copioni e testi scritti con precisione, con tempi e discorsi prevedibili e perfettamente funzionali.

Impossibile fare previsioni sulla durata e sulla vastità delle aree che alla fine risulteranno contagiate dalla zombie Samara, ma è una cosa è probabile: ci toccherà parlarne ancora.


Immagine in evidenza: presunta immagine tratta da una ripresa video (fonte) di “Samara”, fatta a Torre del Greco (Napoli), mentre brandisce quello che sembra un grosso coltello nella notte fra il 30 e il 31 agosto.



(Si ringraziano per la collaborazione Roberto Labanti, Cicap e Gildo Personè, CISU)

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