La leggenda del bagno intasato a scuola
- Redazione
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Articolo di Sofia Lincos e di Giuseppe Stilo
L’8 giugno 2026 un istituto di istruzione secondaria di Torino, l’“Amedeo Avogadro”, è stato il teatro di uno scherzo messo in opera attraverso un falso avviso “ufficiale” della dirigenza dell’istituto, con tanto di carta intestata, numero di protocollo e tutto quello che, almeno a un primo sguardo, avrebbe potuto far pensare ad un vero comunicato sottoscritto dal dirigente scolastico. Così si poteva leggere nel testo, in apparenza affisso da mani ignote in qualche locale o pertinenza dell’edificio scolastico:
ATTENZIONE!
I bagni della scuola sono progettati per urina, feci, carta igienica. NON liquido seminale. A causa di una eccessiva masturbazione avente luogo nei nostri bagni, una tubatura si è danneggiata dalla ostruzione da elevata quantità di liquido seminale.
La masturbazione nei bagni della scuola non va mai bene.
Non gettare nulla di diverso da ciò che è stato autorizzato.
Le riparazioni costano un migliaio di euro.
Il bagno è comunque utilizzabile al momento.
Se si è beccati a praticare masturbazione nei bagni si rischia una sospensione dai 3 ai 5 giorni.
È VIETATO MASTURBARSI NEI BAGNI
Chiunque, a un esame poco più che superficiale, noterà i toni adolescenziali del breve testo: la tubatura è “danneggiata” dall’ostruzione; è bene non essere “beccati” a masturbarsi; le quantità di liquido seminale sono “eccessive”, e così via. In più, questo volantino è stato appiccicato in coincidenza con la chiusura dell’anno scolastico 2025-26, ricorrenza che costituisce in quasi tutti i plessi scolastici spunto per goliardate e scherzi, anche di cattivo gusto.
Ciò che in questo piccolo episodio è più interessante, è il fatto che chi lo ha messo in atto, magari senza saperlo, ha fatto vivere una tradizione folklorica piuttosto lunga e illustre, che s’inserisce nella vasta area delle voci, leggende, burle più o meno reali o immaginate, relative al mondo dell’istruzione, da quella primaria a quella universitaria.
Origini incerte, diffusione vastissima
Tracciare i primi esempi di questa storia non è facile. Le versioni più note sono però quelle che la connettono non tanto alle scuole come di norma le intendiamo in Italia, almeno finché non si parla di istruzione terziaria, cioè delle università, ma al mondo dei college e delle High School anglosassoni, ossia, quelle in cui si vive anche per periodi di tempo relativamente lunghi lontani da casa. Spazi e aree, quelle dei dorm, in cui si hanno le condizioni ideali per lo sviluppo di un folklore “pesante”, che ha al cuore un’idea ipertrofica della sessualità maschile degli adolescenti (gli “ormoni al massimo”).
Intorno al 17 gennaio del 2023 la storia, diffusa su Facebook e su Twitter, aveva riguardato l’Università di Firenze, che si era sentita in dovere di emanare una smentita ufficiale: in quel caso, ad aver richiesto l’intervento degli idraulici erano i lavandini, non le tubature di scarico dei water. Il testo dell’avviso apocrifo era ancora di più sopra le righe:
A seguito di numerose segnalazioni relative a intasamenti degli scarichi dei lavandini all’interno della struttura e in accordo con i report dei manutentori sono stati riscontrati inquietanti quantitativi di liquido seminale maschile coagulato con agglomerati di peli all’interno delle tubature, provocandone l’occlusione. Ci troviamo quindi costretti a chiedere la cessazione delle attività di masturbazione all’interno dei bagni o al limite di ridurlo al comfort della propria stanza. Se il problema dovesse persistere, si renderanno necessari test del DNA. I responsabili dovranno risarcire i danni.

Pochi mesi dopo, nel maggio del 2023, al capo opposto del mondo, in Nuova Zelanda, ecco un falso monito dell’amministrazione del Taieri College della città di Mosgiel (qui accanto il testo completo), il cui andamento ricorda da vicino quello dell’Università di Firenze. Parecchie tubazioni erano “quasi esplose”, con conseguenti costi di riparazione di migliaia di dollari, cosa che comportava l’appello a “masturbarsi a casa propria” e, proprio come a Firenze, la minaccia della raccolta di campioni e delle conseguenti analisi volte a identificare i responsabili.
Che questo genere di storie titillino facilmente fantasie pruriginose ben oltre i nostri confini lo si desume con facilità da thread di Reddit come questo, in cui gli utenti dibattono con serietà la domanda: “quante persone sarebbero necessaria per ostruire un comune tubo di un bagno scolastico?” Al momento attuale, questa domanda retorica ha generato 632 commenti…
Un particolare interessante: in quel thread compare anche un finto avviso dell’Università di Waterloo (Canada), risalente al 2024 (lo potete vedere qui sotto). L’invito perentorio, in grassetto, è quello di “masturbarsi a casa propria”.
Se comunque ci tenete a sapere se in questa storia potrebbe esserci un minimo di

plausibilità, sappiate che un’indagine al riguardo è stata condotta nel 2017 dalla testata americana Slate.
Ecco il contesto: in parecchi college degli Stati Uniti, quel genere di “avvisi” circolava da molti anni, di solito a inizio anno universitario, cioè in settembre (nel caso di Torino, invece, il volantino è comparso a chiusura delle lezioni), nella maggior parte dei casi fra le matricole, quelle prese di mira con i finti ammonimenti da parte delle autorità del college. Nel settembre del 2017, in particolare, alla University of North Carolina era comparsa una finta circolare che ripeteva in modo significativo il fraseggio dell’episodio torinese del giugno 2026: “ogni anno l’Università della Carolina del Nord rischia di spendere migliaia di dollari a causa della quantità eccessiva di seme bloccato nelle tubature”.
La redazione di Slate però non si è fermata lì, e ha chiesto un parere a un professore associato di urologia dell’Università di Harvard, Abraham Morgentaler, il quale ha chiarito che la viscosità del liquido seminale maschile, più o meno elevata, è uno dei metodi attraverso il quale l’evoluzione ha fatto sì che i gameti maschili possano permanere nell’apparato femminile per un tempo sufficiente per facilitare la fecondazione, ma che nel giro di 20-30 minuti la viscosità scompare: basta un po’ di acqua tiepida, per dissolvere il liquido seminale – e questo anche se, per paradosso, la sua quantità fosse incredibilmente elevata.




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