top of page

La leggenda degli "annunci in codice" dei maniaci su Vinted

  • Immagine del redattore: Redazione
    Redazione
  • 29 lug
  • Tempo di lettura: 7 min

Giugno 2026. Djena_story è un'influencer francese, con circa 370.000 followers su TikTok. Il 15 giugno, sui suoi canali esce un j’accuse destinato a fare il giro d'Europa: alcuni annunci di giocattoli usati su Vinted nasconderebbero una rete di traffico di minori. La prova starebbe nei dettagli delle inserzioni: prezzi assurdi, descrizioni che parlano di "taglia" ed "età" per oggetti che, di taglie ed età, non dovrebbero averne, e così via. Per esempio, ecco un pupazzetto-omaggio che veniva inserito nel 2021 nei menu per bambini di Burger King, descritto come 7 ans / 122 cm Bon état (“sette anni, 122 cm, buone condizioni)”, messo in vendita a 30.000 euro. Nel video, Djena_story presenta altri due esempi con prezzo e descrizione incongrui: un peluche di Stitch a 25.000 euro e un fiore “raro” a 21.000 euro.


Nel giro di poche settimane il video raggiunge 10 milioni di visualizzazioni, viene ripreso da altri influencer, e la voce si diffonde in Germania, Spagna, Italia e Stati Uniti, mentre le polizie di diversi paesi aprono fascicoli per verificare quelle voci. Nessuna indagine indipendente ha finora trovato riscontri concreti. È un caso interessante su come nasce, si propaga e – in certi casi – su come oggi viene messa in scena una leggenda contemporanea.


Il panico striscia sul web


La voce degli “annunci in codice” per pedofili su Vinted era già emersa in Francia alla fine del 2023 ed era risultata del tutto infondata. In quell’occasione, la piattaforma aveva effettuato verifiche sugli annunci incriminati, e tutte le indagini avevano concluso che nessun annuncio era una copertura per il traffico di esseri umani.


A dar nuova linfa alla voce ecco però il video di Djena_story, che invitava a condividere la notizia il più possibile, segnalando alle autorità qualunque annuncio sospetto. Nei giorni successivi altri creator francesi hanno rilanciato la tesi con nuovi screenshot, incluso quello di uno scambio di messaggi con un venditore che, alla domanda diretta sull'età di una statuetta di Mario Bros messa in vendita a 20.000 euro, avrebbe risposto "un anno e mezzo" e poi confermato trattarsi di "un bambino". In poco tempo, altri influencer in altri paesi europei (Germania in testa) hanno ripreso l’annuncio, a volte traducendo gli screenshot già virali a metà giugno, senza tuttavia tirare fuori casi nuovi o indipendenti. La storia è poi arrivata anche nel nostro paese. Tra gli screenshot in italiano, circolava quello di un annuncio per un “peluche a forma di coniglietto” da 1000 euro, descritto come


3 anni, femmina, 91 circa 13 kg, Piccola bionda, occhi azzurri, obbediente, Tiepida

Chi si occupa di leggende contemporanee riconosce qui una struttura familiare: un dettaglio bizzarro viene letto in maniera malevola, come segno di qualcosa di spaventoso in atto, nel nostro caso, il traffico di bambini. È lo stesso schema che compare nella storia dei segni dei pedofili, in quella dei simboli dei ladri o dei codici per i rapimenti di donne. L’ondata di voci sui presunti annunci pedofili di Vinted è stata peraltro presa sul serio da diversi organi di polizia: i media hanno riferito dell’apertura di inchieste in Francia e in Germania.


Possibili spiegazioni?


La storia è stata verificata anche da diversi fact-checker, come quelli austriaci di Mimikama, che hanno messo in luce alcuni meccanismi che probabilmente hanno portato agli annunci “sospetti”, almeno a quelli meno espliciti. 


Vinted, nata come piattaforma per la vendita di vestiti usati, obbliga chi pubblica un annuncio nella categoria vestiario a indicare una "taglia" anche per oggetti che di taglie non ne hanno – statuette, peluche, mattoncini – usando categorie standard pensate per l'abbigliamento (esempio: "0-3 mesi", "18-24 mesi"). Queste indicazioni finiscono per comparire, fuori contesto, anche sotto il profilo di un pupazzo, se inserito nella categoria sbagliata. 


I prezzi assurdamente alti, in alcuni casi, sono errori di battitura poi corretti; in altri sono una tattica di vendita per aprire una trattativa privata in chat, con lo scopo di aggirare le commissioni della piattaforma. Le descrizioni "strane" possono derivare da traduzioni automatiche imperfette. Nessuno di questi elementi, preso singolarmente, richiede una spiegazione cospirativa, e la loro comparsa su una piattaforma con milioni di annunci attivi, è statisticamente tutt'altro che rara.


In più, come ha evidenziato Open, Vinted sarebbe una pessima scelta per un trafficante che desiderasse mantenere l’anonimato:

Il primo motivo per cui la teoria non sta in piedi non riguarda i singoli annunci, ma il luogo scelto. Vinted è una piattaforma con pagamento tracciato, dati del venditore, indirizzo di spedizione e registri di sistema. Chiunque concludesse in tale piattaforma una transazione criminale lascerebbe una scia che porterebbe agli attori. Di fatto, è l’esatto contrario di come funziona l’ecosistema di certi reati. L’organizzazione anti sfruttamento NCOSE [...] ha ricordato che lo sfruttamento sessuale viene quasi sempre perpetrato con mezzi meno tracciabili, non attraverso vetrine pubbliche che generano tali prove a carico.

Vinted stessa, interpellata dai media, ha dichiarato di non aver trovato alcun indizio credibile che colleghi gli annunci a un traffico di minori, segnalando al contempo un effetto collaterale concreto della viralità: un'ondata di molestie contro venditori di oggetti, che semplicemente, sono costosi. Anche le autorità tedesche, BKA (Polizia Criminale Federale) e polizia del Land dell’Assia in testa, hanno confermato di non aver trovato riscontri, e si sono orientate verso l'ipotesi di annunci ingannevoli o manipolati.


In altri casi, è stato appurato che gli annunci erano stati creati apposta come trappole per "smascherare" presunti pedofili. Ed è questo, probabilmente, l’aspetto più interessante dell’intera vicenda.


Quando la leggenda si mette in scena


Il meccanismo è noto a chi si occupa di leggende contemporanee: la messa in scena di una leggenda. A metterlo in luce è il caso di un annuncio verificato dai giornalisti francesi di 20Minutes in un articolo intitolato “Quando i cacciatori di pedofili si danno la caccia a vicenda su Vinted”. Il quotidiano aveva contattato diversi autori di annunci sospetti, e in tutti i casi il venditore aveva ammesso di aver commesso un errore nel prezzo, oppure aveva spiegato che l’età si riferiva a quella consigliata per l’utilizzo del giocattolo. In un caso, però, il venditore aveva confermato di voler mettere in vendita una bambina di sette anni a 12.000 euro! 


I giornalisti hanno quindi segnalato il caso all’OFMIN, il servizio di polizia giudiziaria francese che si occupa di minori, che ha identificato l’autore in un ragazzo di 17 anni che, dopo aver visto il video di Djena_story, aveva deciso di pubblicare un proprio annuncio-esca su Vinted, con l'obiettivo dichiarato di divertirsi e guadagnare qualche soldo alle spalle di presunti pedofili. Con le autorità, il giovane ha ammesso di aver inventato tutto e di non essersi reso conto della gravità del suo gesto.


È un episodio minimo, ma esemplare di quel fenomeno che gli studiosi di folklore chiamano ostensione: il momento in cui una leggenda smette di essere solo raccontata e viene agìta nel mondo reale, producendo un fatto che imita la storia e che finisce, in maniera circolare, per confermarla agli occhi di chi la ascolta. Il concetto, elaborato a partire dagli anni Ottanta da studiosi come John Holmes McDowell, Linda Dégh e Andrew Vázsonyi, è stato sviluppato dal folklorista Bill Ellis: la leggenda genera un'aspettativa su cosa dovrebbe accadere nel mondo; qualcuno, consapevolmente o meno, produce un evento che soddisfa quell'aspettativa; l'evento viene poi letto come prova che la leggenda era fondata fin dalla sua origine.


Ellis distingue in particolare una variante detta pseudo-ostensione, cioè, il caso in cui chi mette in scena l'evento sa perfettamente che si tratta di una finzione (a differenza dell'ostensione "piena", dove chi agisce crede alla realtà della leggenda). Il diciassettenne francese rientra in questa categoria: non credeva al traffico di bambini su Vinted, ma ha costruito un artefatto, l’annuncio fasullo, capace di alimentarlo comunque, offrendo a chi già ci credeva un'ulteriore "prova" apparente.


Non si tratta di un caso isolato nella storia recente del folklore digitale. Il parallelo più immediato è quello con il cosiddetto clown panic del 2016: le voci su avvistamenti di clown minacciosi in giro per boschi e periferie, diffuse dapprima senza alcun riscontro solido, che avevano finito per spingere persone in carne e ossa a travestirsi da clown per spaventare passanti – talvolta per gioco, talvolta proprio per "vivere" la leggenda che stava circolando. 


Il precedente di Wayfair


Le voci di complotto sugli annunci di Vinted, del resto, non nascono dal nulla. Si tratta della riedizione quasi identica di una teoria circolata nel luglio 2020 negli Stati Uniti, legata all'ambiente QAnon, secondo cui il rivenditore online Wayfair aveva messo in vendita bambini dietro finti annunci riguardanti mobili. Anche in quel caso, ad alimentare i sospetti erano i nomi strani degli articoli e i prezzi "sospetti". Il caso più citato all'epoca fu quello di un cuscino chiamato "Duplessis", venduto a 9.999 dollari: qualcuno ipotizzò si trattasse di un riferimento in codice a una ragazzina scomparsa che aveva lo stesso cognome, ignorando, però, che la giovane in questione era già stata ritrovata sana e salva. Anche Etsy, la piattaforma dedicata alla vendita di oggetti fatti a mano, è stata oggetto di voci simili. 


Il fatto che lo stesso schema narrativo si ripresenti quasi immutato a distanza di anni, sta a significare che si tratta di un modo per raccontare la minaccia del rapimento di minori e della loro “vendita”; una modalità che si ripete perché continua a funzionare, indipendentemente dal contesto specifico in cui viene applicato. In fondo – si pensa, come sempre – nel dubbio, meglio stare in guardia su temi così delicati e condividere i sospetti.


Commentando nel 2023 un episodio simile legato sempre a Vinted, il giornalista francese Rudy Reichstadt, fondatore dell'osservatorio sul complottismo Conspiracy Watch, aveva osservato che il tratto più interessante di questi fenomeni non sta tanto nella teoria in sé, quanto nell'emergere di una figura particolare: quella del "cittadino-investigatore", nata simbolicamente con le indagini indipendenti sull’omicidio Kennedy e oggi amplificata dagli strumenti digitali, che permettono a migliaia di persone di collaborare in tempo reale alla ricerca di informazioni, ma anche alla costruzione collettiva di teorie del complotto ready-made.


Mai come oggi, notava Reichstadt, è stato così facile innalzare quelle che ha definito come vere e proprie "cattedrali cospirazioniste", strutture in cui ogni singolo dettaglio, per quanto insignificante, trova un posto e un significato simbolico. È un'immagine che funziona anche per il caso Vinted 2026: centinaia di persone in paesi diversi che applicano lo stesso schema interpretativo, e che, in almeno un caso documentato, hanno prodotto attivamente un "mattone" di quella cattedrale, sotto forma di annuncio fasullo.


Le indagini aperte in Francia e Germania, va detto per completezza, formalmente sono ancora in corso, ma a oggi nessuna autorità ha comunicato di aver trovato prove di un traffico di minori organizzato attraverso Vinted. Mentre l’evidenza di un panico morale amplificato dai social media, quella sì, è ormai piuttosto solida.


Immagine generata con Microsoft Bing Image Creator

 
 
 

Commenti


Centro per la Raccolta delle Voci e Leggende Contemporanee (CeRaVoLC) - 2018

bottom of page