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Un'auto fantasma nella Danimarca dei ruggenti anni '20



Articolo di Thomas Brisson Jørgensen

blog dell’Autore: vomanomalous.blogspot.com


Ai primi di dicembre del 1920 parecchi quotidiani danesi cominciarono a pubblicare pezzi circa una misteriosa automobile nera che infestava un tratto stradale lungo quaranta chilometri fra le città di Hjørring e Aalborg, nella parte più settentrionale della penisola danese. Si diceva che si facesse vedere sempre intorno a mezzanotte e che concludesse ogni “corsa” presso una tomba non meglio precisata.

Lo studioso danese di anomalistica Thomas Brisson Jørgensen.

Anche se parecchi quotidiani si occuparono dei racconti sulla misteriosa auto, il tono complessivo degli articoli fu non soltanto di scetticismo e incredulità, ma anche di aperto sarcasmo. Al tempo, per la stampa danese era normalissimo, ma in questo caso credo che l’atteggiamento fu accentuato da un fatto ulteriore: malgrado quasi tutti gli abitanti della zona avessero sentito la storia (una fonte sosteneva che il fenomeno era in corso già da diversi mesi), per i giornalisti fu impossibile trovare una sola persona che dicesse di aver visto il veicolo in prima persona, con i suoi occhi.


Ciò non toglie che a volte i giornali parlassero più volte di resoconti di secondo mano e che, in qualche caso, dicessero che i testimoni di prima mano c’erano. A volte mescolavano i particolari, ma il quadro che emerge dagli articoli pubblicati dalla fonte originaria, il quotidiano locale Vendsyssel Tidende, che usciva a Hjørring (edizioni dell’8, 11, 12 e 13 dicembre 1920).


Un resoconto raccontava di un fattore che era stato fuori casa sino a tardi, un sabato sera, perché si era recato a Frederikshavn. Stava rientrando col suo carro a cavalli quando sentì distante il rumore di un’automobile. A quel punto avvertì - secondo lui, in maniera inspiegabile - brividi di freddo. Anche i cavalli dovevano averli avvertiti, perché anche quelli si arrestarono. Poi, mentre il rumore si avvicinava, fu completamente paralizzato. Subito dopo, fu come se “sentisse” che un’automobile nera gli si fosse accostata a gran velocità. Non la vide, perché era buio pesto e perché l’auto non aveva luci, ma subito dopo seguì una risata demoniaca che spaventò i cavalli al punto che nitrirono e sudarono. Dopo che l’auto si fu allontanata, il fattore riuscì a muoversi e proseguì verso caso. L’esperienza lo aveva colpito a tal punto che il giorno dopo s’iscrisse a un’associazione per la lotta all’alcolismo.

Un’altra storia parlava di un giovane (stavolta del tutto sobrio) che una notte camminando fra i paesi di Understed e Bangsbo aveva udito il suono familiare di un’auto distante. Quando gli giunse vicino, egli puntò la sua torcia contro di essa. E, senza bisogno di dirlo, si trattava di un’auto nera priva di targa. Poi, mentre i freni stridevano, l’auto gli girò lentamente intorno sino a fermarsi. Ne uscì una figura che gli puntò contro un fascio abbagliante di luce. Quella luce si spense un attimo dopo e la figura tornò in auto. Poi la vettura ripartì nella stessa direzione in cui stava procedendo. Il testimone non avrebbe avuto la possibilità di guardare bene a sufficienza l’occupante della vettura, così che, ironizzava il quotidiano, non gli fu possibile decidere se fosse dotato di “corna e di zoccoli”. Eppure, per qualche ragione, il giovane avrebbe creduto che era stato risparmiato soltanto perché era maschio. Per qualche motivo, era convinto che l’auto andasse in giro per acchiappare ragazze della zona. Quel pensiero irrazionale sembra catturasse l’immaginazione di altri, perché il giornale speculò che il giovane avrebbe avuto un ruolo importante nella diffusione di quella teoria.

Un altro articolo riferiva alcune voci per le quali il quartier generale dell’automobile fantasma si sarebbe trovato a Uranienborg, che a quanto pare al tempo era un punto di raccolta per anticonformisti della zona della cittadina di Frederikshavn (il luogo probabilmente fu chiamato così in omaggio all’omonimo, famoso osservatorio che l’astronomo Tycho Brahe aveva fatto costruire nel Cinquecento sull’isola di Ven, fra la costa danese e quella svedese). In qualche modo il giornale insinuava che queste voci fossero state messe in giro con cattive intenzioni dagli abitanti del posto, che disapprovavano quelle presenze. Comunque sia, proprio mentre gli avvistamenti continuavano, nel 1920, Uranienborg chiuse, e la cosa rafforzò ulteriormente le dicerie.

La cosa interessante è che la stampa notò le connotazioni “cosmiche” e mistiche del collegamento fra l’automobile e Uranienborg, cosa che condusse ad accentuare le supposizioni - sia pur di tono scherzoso - che dietro la storia vi fosse qualcosa di soprannaturale.


Un’altra fonte - sia pure in maniera sarcastica, ma dimostrando così qualche familiarità con l’esoterismo - sosteneva che il fenomeno non poteva avere un’origine teosofica, visto che l’automobile era completamente nera e che quindi mancava dell’aura luminosa!


Non escludo affatto che con ulteriori ricerche, magari nelle nostre biblioteche digitalizzate, raffinando le indagini per parole chiave o controllando manualmente, sia possibile reperire fonti più vecchie su questa leggenda. Per adesso, questo è quanto ne sappiamo.


(trad. dall'inglese di Giuseppe Stilo)

Nota del CeRaVoLC: Tre anni prima dell’automobile fantasma danese, nella Russia in preda al caos rivoluzionario fiorì il mito delle automobili nere che mitragliavano i passanti. Ce ne siamo occupati qui, accennando pure alle valenze più irrazionali che l’automobile nera rivestì a lungo nell’immaginario collettivo sovietico e, più in generale, slavo.


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