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PANTERICA, UNA STORIA CULTURALE DEGLI AVVISTAMENTI DI “FELINI MISTERIOSI”

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    Redazione
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

articolo di Paolo Toselli


La leggenda pop dell’avvistamento di pantere in Italia è lo spunto per il saggio di Giacomo Micheletti Panterica da inizio maggio disponibile per la collana Biblioteca di Letteratura Inutile delle edizioni Italo Svevo.


Micheletti, studioso di letteratura e lingua italiana, lavora come assegnista presso l’Università di Milano-Bicocca nell'ambito del Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione e collabora con diverse riviste. Negli ultimi anni, si è talmente appassionato alle storie delle apparizioni di pantere nere in Italia, sino a giungere, secondo le sue stesse parole, “ad accumulare, in preda a un raptus di ciò che oggi definirei panterofilia, quante più notizie e informazioni possibili sulle origini di questo strano fenomeno”.


Dopo un esercizio di reportage falso-vero pubblicato nell’ottobre 2022 su La Balena Bianca, in cui si destreggiava con un dossier di articoli raccolti online, ha cominciato a raggruppare le idee per un libro sul tema: una storia culturale per frammenti, tra narrazione e saggismo, della pantera nera e dell'universo di storie di cui è al centro. Nella sua ricerca, Micheletti è approdato anche al sito del CeRaVoLC, e nel giugno 2023 ci ha contattati per uno scambio di opinioni e di materiale.


L’obiettivo che si era prefisso non era quello di smontare la leggenda, e nemmeno quello di cavalcarne furbamente il fascino per sostenere l'effettiva circolazione sul territorio di grossi felidi. Piuttosto, si trattava di scrivere una storia che della pantera come "fantasma culturale" ricostruisse anche le origini antiche e alcuni dei suoi possibili significati nell'Italia della postmodernità. E anche questo è Panterica: un racconto, a volte introspettivo, dell’approccio dell’autore al fenomeno “panterico”, una sorta di “diario di caccia” fra i racconti delle numerose apparizioni sfuggenti di ipotetiche pantere nelle nostre campagne e periferie cittadine, fenomeno di cui anche il CeRaVoLC si è occupato più volte (per esempio, qui, qui, qui, e qui).


Centinaia di segnalazioni e avvistamenti registrati in Italia negli ultimi decenni che, così come sono cominciati, cessano improvvisamente (la domanda ricorrente di Micheletti è: “da dove arriva, dove va?”) senza il ritrovamento dell’animale “misterioso”, vivo o morto, a parte qualche foto sgranata, molte delle quali si trovano sparse nelle pagine del libro, uno o due animali domestici azzannati, oppure un’orma più o meno compatibile.


Micheletti, oltre all’approfondimento di alcuni episodi specifici che comprendono i ritratti di una serie di personaggi protagonisti delle storie e qualche sconfinamento in altre nazioni europee, ogni tanto, come confessa lui stesso, “adattando, accorpando e inventando, ma sempre nel rispetto delle storie stesse”, si interroga sulla percezione “comune” del fenomeno.


“Da parte mia, mi piace pensare agli avvistamenti panterici, alla loro dibattuta realtà, come a una via di accesso (o, almeno, di avvicinamento) a quel confine viscoso che al tempo stesso separa e non separa lo spettacolo della presenza dai fantasmi dell’assenza, quello che c’è e quello che non c’è. Forse, mi dico alzando gli occhi dallo schermo del portatile e fissandoli nel bianco della parete, a poche spanne dal mio naso, sono le nostre stesse fantasie che andrebbero riconsiderate, trattate non alla stregua di una fuga verso un altrove illusorio, ma come un modo per donare profondità e colore allo sfondo su cui la vita di tutti i giorni, continuamente, scorre”.

Riprendendo anche alcuni ragionamenti espressi sulla nostra storia newsletter Tutte Storie inerenti le implicazioni ecologiche di questi avvistamenti (ad esempio, la pantera in qualità di sostituto simbolico-esotico del lupo), nota come sia stato il 1977 l’anno in cui ha avuto inizio una consistente ondata di avvistamenti di felidi a piede libero che aveva interessato alcune regioni italiane – in particolare, Toscana ed Emilia-Romagna -- proprio quando, dopo una caccia senza quartiere cominciata nell’Ottocento, la popolazione di lupi, la bestia nera e sanguinaria per eccellenza dell’immaginario collettivo, arrivò a sfiorare l’estinzione: si stimava poco più di un centinaio di soggetti superstiti.

Però, come sottolinea Micheletti, in questi primi anni i grossi felini venivano identificati praticamente sempre come puma o leoni. Pare, di fatto, che la pantera nera appaia soltanto a partire dalla metà degli Anni 80, in “un’epoca segnata da un crescente senso di minaccia nei confronti del paesaggio naturale” -- basti pensare al disastro di Chernobyl del 1986.


“In questo senso la visione della pantera diventa la figura di una indicibile utopia selvatica, nascosta tra le pieghe dei dintorni più noti, di solito vissuti come spazi di transito all’interno di un’unica routine fatta di domicilio/lavoro/tempo libero: spazi che percepiamo come “vuoti” perché svuotata è la nostra capacità di guardarli altrimenti. (…) La storia degli avvistamenti panterici è soprattutto la storia di una visione ricorrente (…) Non è importante sapere se alla fine, in realtà, si trattasse di un gatto o di un cane, di un lupo o una nutria. A esistere in sé e per sé, al riparo da ogni scetticismo, è il desiderio di cui ogni avvistamento è testimonianza: il riconoscimento di una scheggia di alterità che lacera la tela dell’identico”.

Nel testo il resoconto degli avvistamenti della pantera/chimera si ferma all’agosto 2023. Che cosa, dunque, è accaduto dopo? Qualche allerta che ha interessato le nostre campagne c’è ancora stata. L’ultimo episodio è dello scorso aprile, alle porte di Milano, nei dintorni di Gaggiano, con un video di pochi secondi che ha immortalato lo sfuggevole animale, mentre a distanza di quasi un mese, un esemplare di servalo, noto anche come gattopardo africano, è stato catturato dai Carabinieri Forestali in un parco a Garbagnate Milanese. C’è forse una correlazione tra i due eventi? Le due zone interessante distano fa loro circa 30 chilometri, ma anche così dobbiamo constatare che in tempi recenti il fenomeno ha subito una significativa contrazione rispetto ai decenni passati, quando avvistamenti di questo tipo riempivano per giorni o per settimane le pagine dei quotidiani cartacei, alimentando spesso reportage televisivi. Ciò detto, nel nostro immaginario il fantasma dell’animale nero è tuttora vivido, tant’è che sul sito de Il Carabiniere, la rivista istituzionale dell’Arma, il 29 luglio 2025 è comparso un pezzo intitolato La leggenda della pantera nera che si apre proprio con la domanda: “Perché gli italiani avvistano sempre più animali pericolosi in libertà e, in particolare, pantere nere?”


A questa domanda di fondo cerca di rispondere Panterica, il libro di Giacomo Micheletti, segnalato anche alla 38° edizione del Premio letterario per scrittori esordienti Italo Calvino: un volume decisamente originale, e una piacevole novità nel panorama italiano. Una narrazione sempre in bilico tra realtà e finzione, verosimile e improbabile – proprio come le leggende metropolitane.

 
 
 

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