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Gli americani, e i loro hamburger di cadaveri


Articolo di Sofia Lincos e di Giuseppe Stilo


Hamburger fatti con i cadaveri dei morti di Covid-19. Semplice, vero? Sì, almeno per chi è abituato a frequentare un filone fondamentale delle leggende contemporanee: quello delle contaminazioni alimentari, come l’ha chiamato negli anni ‘80 il folklorista Jan H. Brunvand.


Le contaminazioni alimentari sono quelle in cui si finisce per mangiare, a propria insaputa, qualcosa di inaccettabile culturalmente, o di dannoso, o "tabù" (un cane, un serpente velenoso, i manici di un ombrello, il retto di un maiale, lo sperma di maiale, le orecchie di un essere umano, l'ammiraglio Nelson, le ceneri di un parente…), servito volontariamente o per sbaglio.


Una voce di questo genere, messa in circolazione a inizio maggio da un account cinese che di fatto era un organo di stampa, Zhi Dao Xue Gong (“La casa dello studioso per la verità definitiva”) ne ha comportato domenica 24 maggio la chiusura da parte di WeChat, il maggiore social cinese (praticamente, la versione orientale di WhatsApp, tramite il quale diffondeva le sue storie). Nell'immagine in evidenza, ecco come si presentava l'account, dopo la sua chiusura.


L’account, nato nel 2015, aveva ormai più di un milione di followers attivi, quando ai primi di maggio ha pubblicato il lungo post che gli è stato fatale, ossia Quasi morti: gii Stati Uniti affondano, in cui si affermava che:


  • negli Stati Uniti erano già morte per Covid-19 milioni di persone (mentre scriviamo, ossia il 25 agosto, dunque più di tre mesi dopo, il totale comunicato è di 177.284 decessi), naturalmente senza fornire la minima evidenza;

  • per aggiungere un altro “scandalo” a quello americano, si asseriva che il maggior pneumologo cinese impegnato nello studio del coronavirus, il professor Zhong Nashan, era membro di un gruppo internazionale di avvelenatori;

  • e, ultimo non ultimo, si diceva che i corpi dei defunti negli Usa venivano congelati per essere poi trasformati in finta carne di manzo, di maiale o in gelatina, da usare poi in come hamburger o come hot dogs.


La prosa era di questo genere:


Attualmente, un gran numero di fabbriche statunitensi hanno fatto bancarotta. Mangiare carne umana non solo risolve il problema economico e quello della scarsità di cibo, ma anche quello dello smaltimento del gran numero di cadaveri. Due piccioni con una fava.

La notizia della chiusura dell’account, riportata con evidenza dai media cinesi come parte della lotta alle fake news e alla xenofobia scatenate dal Covid-19, è arrivata anche sui media di lingua inglese. Ne hanno parlato, ad esempio, il South China Morning Post e il Daily Mail (in un lungo pezzo insolitamente ricco di informazioni e di fonti).


In un Paese dove l’informazione altamente controllata come la Cina, è interessante vedere come voci e leggende riescano comunque a dilagare in rete. Può darsi che, malgrado censure e sorveglianza sociale elevata (l’account chiuso mescolava voci e fake news a notizie ironiche, in cui l’intento satirico era facilmente discernibile), invenzioni come questa siano un indizio che i bisogni espressivi condivisi “passano” sui media anche in regimi autoritari, e che riescano a sopravvivere almeno per un po’ perché persino alcuni degli addetti al controllo sociale (i potenziali censori) ne condividono lo spirito. Le maglie della censura, insomma, possono non essere così strette perché, in certi casi, magari considerati poco gravi, anche i censori ne usano i contenuti per distrarsi.


In altri termini, chi ha scritto la notizia sugli hamburger umani sembra voler dire: voi occidentali continuate a nutrirvi di leggende sugli orrori di ciò che serviremmo nei ristoranti gestiti dai nostri connazionali? Beh, eccovi ripagati con la stessa moneta. Anche noi raccontiamo quello che riuscite a fare con uno dei simboli-chiave della vostra super-nutrizione: l’hamburger, che voi avete inventato e che, nella sua ottusità, non regge il confronto con la raffinatezza delle grandi cucine regionali cinesi.


Abbiamo detto all’inizio che la storia degli hamburger covidosi rientra nel grande capitolo delle contaminazioni alimentari. Nella sua classificazione delle leggende contemporanee, Jan Brunvand divide ulteriormente questo gruppo in varie sezioni. Una di queste è quella dei racconti sugli ingredienti terribili nei cibi esotici. Sono quelli di cui più spesso sono vittime i ristoranti asiatici, a cominciare da quelli toccati dalle eterne discussioni sui cani, gatti ecc. serviti agli ignari clienti (per non parlare di quelle che vorrebbero i cinesi stessi, una volta morti, fatti sparire negli involtini primavera per poterne riciclare i passaporti).


Gli hamburger di cadaveri al Covid potrebbero rientrare in questa sezione: dal punto di vista cinese quella carne lavorata è un cibo esotico - americano -, quello più amato dalla superpotenza ”vecchia” (gli Stati Uniti) che si contrappone alla nuova grande forza (la Cina).


Ma gli americani non si limitano a mangiare ingredienti “strani”, perché riescono a far peggio: nei loro fast food mangiano sé stessi.


L’interpretazione che i creatori cinesi della fake news suggerivano probabilmente era di questo tipo: gli americani si divorano fra loro. La storia che i gestori dell’account avevano inventato, infatti, diceva che in quel Paese non si ci si limita a servire ai compatrioti cibi di plastica, finti, fatti con prodotti di scarto o altro, o, al limite, a finire vittime di cannibali folli, (come da parte nostra vi avevamo raccontato per l’Europa del tempo che fu qui, qui e qui). No: secondo quelle accuse l’antropofagia degli americani sarebbe un frutto su scala industriale del loro mondo e del loro sistema. Non si trattava, dunque, di narrare una deviazione dovuta alla follia, ma di raccontare la regola.


Guardiamoci dall’Occidente, noi cinesi - sembrava dire il pezzo - noi che siamo portatori di una cultura antica di cinque millenni, prima di fare la sua stessa fine.


Ed è questo, forse, nella storia degli orrendi hamburger, il senso “politico” sotteso. Lo stesso senso che, per motivi altrettanto politici, WeChat (che è naturalmente controllato dalle autorità con grande attenzione) ha inteso contrastare.


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Centro per la Raccolta delle Voci e Leggende Contemporanee (CeRaVoLC) - 2018